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AAA tormentone di Enrique Iglesias cercasi: una lettera per capire che cazzo di fine abbia fatto Enrico Chiese

Querido Enrico,
siamo preoccupati. Me duele interrompere questa tua interiorizzata depressione amorosa, ma: donde sei finito? Todo bien?

La domanda nasce spontanea in virtù del fatto che probabilmente stai piangendo pure l’acqua del battesimo mangiando churros sulla foto di una tipa conosciuta nel 2004 per sbaglio e, per la quale, stai scrivendo il sequel di Patito Feo. Ti aspettavamo, o meglio: ce lo aspettavamo un altro tormentone estivo capace di farci venire voglia di morire. E invece niente.

Abbiamo aspettato che Sofia di Álvaro Soler si mirasse quello che doveva mirarse per togliercela di mezzo; abbiamo subido la radio, perché era la tua canción, e rivalutato l’importanza della Macarena che, appena parte in un bar, ti fa capire quale sia il vero motivo dell’istigazione a delinquere. Abbiamo ampliato la conoscenza della lingua spagnola e diminuito il tasso di analfabetismo in Italia, perché se è vero che uno su mille ce la fa, uno su due sa scrivere amor, dolor y sol; ma dopo tutto questo attendere, e con la minchia già rotta in partenza, perché è dal distaccamento della Pangea che in Spagna prima arriva una canzone e poi il solstizio d’estate, senza un tuo singolo ci siamo rimasti esattamente come te quando pensi alla tua vita sentimentale: de mierda, Enrico.

Ché a dirla toda, un’altra serie di domande ce le avremmo un po’ tutti: ma non ti sei stancato? Non ti sei rotto las pelotas, Enrico? Sei davvero ma verdaderamente seguro che il problema siano le donne e non te che son quattordici anni che dici sempre le stesse cose? Cazzo sei, una telenovela? El Segreto de Enrico Chiesa? Che a tal proposito: preferiremmo cantare l’Ultima Lettera ai Corinzi seguendo i passi imparati da Paso Adelante in piazza a Madrid sotto 43 gradi che sentirti ancora lamentare e poi bailar e poi piangere e poi sonreir e poi fai anche che basta, Enrico. Esci, scaricati Tinder, vai a convivere, fai qualcosa. Fa balà l’oeucc, come si dice a Barcellona. Peraltro: ma se te duele el corazón dal 2007, sarà mica il caso di chiamare il cardiologo o vuoi continuare imperterrito a curarti coi Baci Perugina e le frasi di Emma Marrone?

Tu fatti pure due conti e non preoccuparti: se dovessero servirti altri sei anni per metabolizzare el limón che non ti hanno mollato a Salamanca 8 estati fa, fai pure. Prenditi todo el tiempo che ti serve perché a noi ce ne servirà tanto: non per scordarti e cancellarti dai nostri cuori, quello mai. Ma almeno dai coglioni.

Ah, Enrico: ricordati che cantavi Si te vas, yo tambien me voy che in italiano sarebbe: se te ne vai, anche io faccio lo stesso. Ecco, adesso pensa al fatto per cui nessuno ti ha mai invitato e fai le tue valutazioni.

Besos ma mica troppi, sia mai che ci rimani male e magari ricominci.

Articolo scritto da Andrea Perticaroli

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