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Ode alla pizza, l’unico amore che non mi ha mai deluso

Diciamoci la verità: la vita fa schifo.

Se Schopenhauer fosse vivo, rielaborerebbe il suo celebre aforisma in qualcosa del genere: la vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra il dolore e la mestizia di vedere l’ennesima fashion blogger analfabeta che prende in mezza giornata quello che tu guadagni in 6 mesi di lavori forzati in ufficio.

Grazie Schop per questo spunto, sono certo che non potresti che condividere se solo fossi qui anche tu a vedere i vomitini di Leone Ferragni in diretta streaming.

Sono rimaste pochissime cose al mondo che mi facciano sorridere:

  • i cagnolini (dai raga, quanto cazzo sono belli i cagnolini?)
  • quando riesco a dormire 10 ore di fila senza svegliarmi con la lombalgia
  • la pizza

Ragazzi io amo la pizza. La amo in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, l’universo, l’universo che ci insegu… scusate, mi è presa la mano.

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Dicevo: la pizza è una di quelle cose di cui mi basta sentire il nome per fare un sorriso. Davanti alla pizza divento come gli adulti di fronte a un neonato: un povero babbo di minchia. La guardo, perfetta, nella sua forma tondeggiante, inebetito da tanta bellezza.

 

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Se solo fossi in grado scriverei una poesia per la pizza, ma siccome la mamma mi ha fatto più simile a Francesco Sole che a Pablo Neruda, opterò per una lista in lode della pizza:

1_È democratica

La pizza vuole bene a tutti, e tutti vogliono bene alla pizza. Una pizza non vi giudicherà mai per colpa di quelle orrende unghiacce con la nail art fatte dalle cinesi (io, potete starne certe, lo farei) e soprattutto, si rivolge a chiunque: allo studente fuori sede che decide di prendere una margherita a 3 euro dall’egiziano sotto casa, con mozzarella al blu di metilene prodotta dalle vacche sacre di Alessandria d’Egitto e il rischio di un biglietto sola andata per il Paradiso degli dei pagani, o a quelli più pettinati che decidono di scendere da Briscola per un pizza sharing come dio comanda. Prodotti di qualità, experience alla Lina Sotis in serata casual, insomma, nulla che necessiti della Gold American Express, ma potete stare certi di tornare a casa soddisfatti.

2_È poliglotta

La pizza parla tutte le lingue: stando ai numeri, è la parola italiana più conosciuta al mondo. Più di ciao. Più di Gianluigi Buffon. Più di Serena Grandi Premio Oscar.

E sapete perché? Perché potete essere a Nuova Delhi o a Gatteo Mare, ma da Milano fino ad Hong Kong, passando per Londra da Roma fino a Bangkok, troverete sempre un orrendo chioschetto che vi faccia un surrogato di pizza che vi ricordi casa.

 

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3_È come un tubino nero, sta bene con tutto

Ok, certo, non siamo tra i criminali che ci metterebbero sopra l’ananas col bacon (un saluto a tutti gli amici americani che ci seguono da casa), ma la verità è che sopra una pizza ci puoi schiaffare sopra la qualunque, e quella rimane buona uguale.

La mia ricetta speciale, quando scaldo in casa gli avanzi o metto in forno una pizza gourmet surgelata*, è tonno, peperoncino macinato e alici. E BENEDETTA PARODI M U T A. O perché non provare la combo crema di zucca – taleggio – castagne e salvia? Ed è subito magia dell’autunno in Brianza.

*quella a 2,99 del Conad

 

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4_Risponde al primo principio della termodinamica

Dice che è, un centralino che vende pacchetti luce e gas? No cari amici, la pizza è come l’energia (più o meno): si crea – perché si crea – ma non si distrugge, si trasforma. All’occorrenza può diventare colazione delle 11 del mattino, che per comodità e per sentirci meno stronzi chiamiamo brunch, può trasformarsi nello spuntino dell’orrore di mezzanotte o essere una valida alternativa alla merenda.

Insomma, studi scientifici dei laboratori Yahoo Answer sostengono con certezza che una pizza val bene un rutto. Sempre.

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