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#Fatecela: tutte le tipologie di ex che potete avere la sfortuna vi capitino nella vita

Al Bano e Romina mi hanno insegnato che l’amore è una cosa bellissima e Tiziano Ferro che è una cosa semplice; mia madre, invece, predica il dogma tra le cose da fare se si vuole avere a che fare con l’amore: i cazzi propri. Perché a tutti piacerebbe che una relazione fosse semplice quanto pagare sette euro di cappuccino in Piazza Duomo: e invece.

Sono uscito da relazioni che sembravano funzionare talmente tanto che eravamo già a scegliere il piano cucina all’Ikea; che poi, su quel piano cucina, avrei preferito ammazzarci qualcuno è un’altra pagina che si aggiunge a questa vita di stenti. Lungi da me peccare di modestia, molte relazioni sentimentali fanno pena proprio per le persone a cui dedichiamo le nostre migliori sessioni di stalking sui social. Arriviamo addirittura a saper a memoria il cromatismo delle sue foto nel 2010; così come conoscere come si chiamava la cugina della sua maestra d’Italiano delle elementari e anche subire il fatto che porti ancora le Hogan, e per cosa? Per un bel niente, o meglio: per poi diventare ex – e menomale, direi – ma di che tipo?

L’AMICO PER SEMPRE
La relazione finisce, a s s o l u t a m e n t e, perché è colpa sua: non è abbastanza, si capacita di non poter essere alla tua altezza, un po’ come se vedessimo limonare Arisa e Leonardo di Caprio al Met Gala. La soluzione? Rimaniamo amici. Ma che discorso è? Ma poi, soprattutto: dove cazzo ti credi di stare? Allo Sleepover Club? Amici amici e poi ti fottono la bici dicono, e tu vedi proprio di non rubarmi altri due minuti del mio tempo perché ti faccio diventare miglior amico di Assurbanipal: sì, sepolto.

IL BARCOLLO MA NON TI MOLLO
Indipendentemente da chi lascia chi, lui la dignità la lascia sempre a casa. Gli manchi, non sa più cosa fare senza di te, non ricorda neppure come respirare perché solo con te riusciva a farlo; strano però vederlo ancora romperti i maroni nonostante siano passati due anni e sette mesi dall’ultima volta che l’hai visto. Anzi: dall’ultima volta che riusciva a respirare.

IL NEGAZIONISTA
Probabilmente imparentato con Goebbels, una volta lasciati fa finta di non averti mai conosciuto, toccato, rotto il cazzo. Agli altri è capace addirittura di dire che non siete stati veramente assieme, era più una frequentazione, un’uscita a quattro mani, una saltata di cazzo come se non se ne capacitasse neppure lui di essere finito a letto con la stessa persona per mesi; ma chi sei, poi? Un Pokémon? Ti sei magicamente teletrasportato?

IL TAPPA BUCHI
Genere d’essere umano con un ego e un orgoglio talmente spropositati nemmeno fosse Angelina Jolie sul lungomare di Milano Marittima; non gli va proprio giù d’essersi lasciato, e allora che fa? Il generatore automatico d’invidia e di gelosia, come se a te ne potesse fregare qualcosa che adesso si frequenti con qualcun altro. Ma lui persevera il suo fine con la stessa carica da guerriglia di Massimo Decimo Meridio: pur di farsi vedere in giro con qualcuno per farti ingelosire, porterebbe a bere uno spritz pure tua cugina.

IL BLOGGER WANNABE
Mentre stavate assieme non sapeva distinguere un like da una condivisione. Appena vi siete lasciati è diventato amministratore delegato de The Blonde Salad; appagato come non mai appena vede che gli guardi tutte le stories su Instagram, è anche ignaro del fatto per cui solitamente le apri perché finisci di vedere tutte quelle degli altri quando sei in bagno.

IL SUICIDA
Le mezze misure non fanno per lui: se lo lasci, lui s’ammazza. Salita la compassione, proponi di stargli accanto per superare questa tua decisione difficile attraverso un cammino psicologico, una terapia di coppia, un concerto di Malgioglio e alla fine perché non un cammino fino a Lourdes, perché davvero ciccio, fatte aiutà. Ché d’amore non c’è mai morto nessuno.

IL PRESOBBENE
Apparentemente, se lo aspettava anche lui. Ti conforta, ti dice che lui stesso stava pensando a un’eventuale e necessaria separazione e insomma, sì: è la decisione migliore. Sei felice e lasci che viva la sua vita a cuor leggero, come si merita dopo cotanta maturità mostrata. Due giorni dopo, al Tg5: Ragazzo ventiduenne dà i voti dopo solo due settimane di studio e si ritira in un convento in mezzo alle risaie del Tibet. Era lui.

L’UNO SU MILLE CHE CE LA FA
Il pelo nell’uovo, l’eccezione che conferma la regola, la taglia 40 da Zara è l’ex che fa l’ex. La storia finisce, voi due vi separate, lui continua serenamente la sua vita così come tu la tua. Se capitasse di incrociarvi da qualche parte ti saluta anche, senza remore. La verità è che questo esemplare non esiste.

Articolo scritto da Andrea Perticaroli

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Tags: ex


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