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Tutto quello che un vero amante della patata deve sapere

Come si fa a non amare la patata? O, meglio, cosa sarebbe la nostra vita senza patata? Sicuramente più triste, vuota e insipida. La patata ormai è una specie di culto che vanta adepti in ogni dove, pronti a venerarla in qualsiasi sua forma o colore, perché – diciamolo pure – una patata tira l’altra e una volta che si è iniziato non si riesce certo a smettere facilmente.
L’amore però non sempre va a braccetto con la conoscenza, e spesso attorno alla patata ruota un po’ di ignoranza mista a leggende metropolitane che non le rendono adeguata giustizia. Dato che vogliamo erigerci a paladini e protettori di questo prezioso tesoro, abbiamo deciso di dissipare un paio di dubbi e luoghi comuni a riguardo: d’ora in poi, nessuno potrà più mettere la patata in un angolo.

Di patata ce n’è una, diffidare dalle imitazioni
Sarà un frutto? Sarà un ortaggio? Siete fuori strada. Dal punto di vista botanico, la patata è una pianta delle Solanacee, famiglia a cui appartengono anche il tabacco, la melanzana, il pomodoro, il peperone. Produce fiori bianchi e bacche non commestibili; i tuberi – la parte commestibile – si sviluppano dal rigonfiamento della parte terminale, sottoterra. Cresce quasi ovunque e si adatta a qualsiasi tipo di clima: ebbene sì, la patata è estremamente flessibile.

La patata non disdegna gli alcolici
Grazie alla distillazione, la patata diventa una bevanda: in Russia fornisce l’alcol per la vodka; in Scandinavia invece per l’akvavit, bevanda alcolica nazionale. D’ora in poi il Moscow Mule avrà un sapore completamente diverso.

La patata italiana è un must
Chi ama alla follia la patata esulterà: a Milano esiste infatti un ristorante interamente a lei dedicato, un vero e proprio tempio della patata. Gialle & Co. è la casa della prima baked potato farcita all’italiana, un piatto completo, genuino e prelibato in grado di accontentare anche i più famelici: le proposte (12 classiche e 3 stagionali) si dividono in Fishytariane, per gli amanti del pesce, in Meatariane, per chi non può fare a meno della carne, in Veggytariane e Vegane per il popolo green. Qualche signature dish? La Controstream (con salmone, crème fraîche allo zenzero, aneto e anacardi); la Mortacci Yours (con guanciale croccante, salsa carbonara e pecorino); la Ratatoma (con ratatouille di verdure al forno, toma, origano fresco) e la Molto Well (Olio al basilico, crema melanzane, origano fresco e pomodorini confit). Non manca inoltre una succulenta proposta per l’aperitivo, le mini baked: patate più piccole, farcite e servite come finger food, per una degustazione completa. Perché non c’è nulla da fare, Italians bake it better.

Tira più una patata…
La patata vanta un mix unico di fattori che ne hanno decretato l’indiscutibile successo. È semplice da coltivare; cresce a ogni latitudine; si conserva per 6 mesi senza bisogno del freezer; è commestibile fino all’85%; si coltiva in poca terra. In più, è pure buona e nutriente: l’economista Friedrich Engels dichiarò che il suo avvento ha infatti rivoluzionato la storia quanto la scoperta del ferro.

La patata ci difende
Presente quando siete sui mezzi, d’estate, e il vostro vicino ha un’ascella che non passa inosservata? Anziché un deodorante, consigliategli una patata: una fetta passata sotto alle ascelle aiuta a combattere la sudorazione eccessiva e contrasta i cattivi odori. Con la parte restante poi ci potrà fare una frittura.

La patata è spaziale
Da marzo 2016 la NASA – insieme al CIP, l’International Potato Center (CIP) peruviano – ha iniziato a condurre degli esperimenti in un laboratorio di Lima per capire se le patate potranno essere coltivate su Marte. Per la gioia dei Marziani.

Mai sottovalutare il potere della patatina
Stati Uniti, 1853. Lo chef George Crum si trova a dover gestire un cliente particolarmente demanding del suo lussuoso ristorante, che aveva rimandato indietro per ben tre volte un piatto di french fries, a suo parere non abbastanza sottili. Anziché gettare la spugna, Crum si vendicò tagliando le patate in fette sottilissime, cosicché – una volta fritte – sarebbero state troppo dure per essere mangiate. Per lo meno, utilizzando la forchetta. Caso volle però che il cliente rompiballe rimase talmente entusiasta della ricetta, che il piatto divenne la specialità del ristorante. Qualche anno dopo, Crum aprì un locale che offriva a ogni tavolo un cesto di patatine, ma da bravo pirla non brevettò mai la ricetta. Chi di patata ferisce…

Articolo scritto in collaborazione con Gialle & co.

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