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Cinque nuovi ristoranti che hanno aperto di recente a Milano, da provare subito

Non staremo certo qui a vendervelo come uno dei lati positivi del rientrare a Milano esaurite le ferie, perché comunque desideriamo essere intellettualmente onesti. Tornare in città fa schifo, è un dato di fatto, e se c’è chi si è già abituato e chi no, questo articolo vuole essere di sollievo e d’aiuto a entrambi.
Ipotesi: settembre è il nuovo gennaio, e va da sé che entusiasmo, spinta vitale e presabenismo siano ai minimi livelli.
Tesi: la felicità vien mangiando, dunque per risolvere gli stati d’animo di cui sopra, tanto vale mettersi a tavola.
Dimostrazione: abbiamo selezionato cinque locali che hanno aperto a ridosso dell’estate a Milano. Magari ve li foste persi tra un weekend in Liguria e l’altro, questa è l’occasione migliore per rimediare e sconfiggere la tristezza da autunno alle porte.
CVD.

Pokeia, Via Magolfa 25/27

Di Pokeia vi avevamo già parlato, ma non possiamo non inserirlo in questa lista. Il poke d’altronde è un vizio duro a morire, e chi crede sia solo un trend estivo passeggero è destinato a ricredersi. Anzi, se durante le vacanze avete sgravato col cibo e siete in fase detox, qui potrete mangiare sano – facendo pace con la vostra coscienza – senza dover per forza di cose infliggere una punizione pure alle vostre papille gustative. Se poi ci aggiungete che: i poke tacos sono tra le cose più buone che mangerete quest’anno; il bagno rientra nell’hit parade delle migliori Instagram Opportunity che Milano abbia da offrire; i cocktail sono curati da Flavio Angiolillo del Mag Café… ok, vivere dentro Pokeia non è (ancora) possibile. Ma se lo diventasse, sappiate che l’altalena all’ingresso è già prenotata.

Facebook: Pokeia
Instagram: Pokeiamilano

[bu:r], Via Mercalli, 22


Credit immagine: Marco Varoli

Eugenio Boer, che i foodie milanesi già veneravano quando guidava Essenza (lasciato lo scorso anno, gli è valso una stella Michelin) ha aperto il suo nuovo ristorante. Che si chiama come lui. Anzi, si pronuncia come lui. [bu:r] diverrà il paradiso degli indecisi, che non dovranno più arrovellarsi sulla scelta del piatto: lo chef italo-olandese ha infatti eliminato il menu, sostituendolo con otto percorsi di degustazione – le Suggestioni – che cambiano periodicamente e prevedono un numero di piatti variabile. L’idea è quella di affidarsi completamente alla creatività di Boer, in un vero e proprio viaggio capace di non deludere nemmeno i palati più esigenti. 32 coperti in tutto in uno spazio assai intimo, progettato dall’architetto Mario Abruzzese: grandi vetrate, colori caldi, materiali preziosi come marmo e ottone, un bellissimo specchio a farla da padrone. Se volete sorprendere la vostra tipa, o semplicemente farvi un bel regalo, è qui che dovete andare.

Bosco Brera, Via S. Carpoforo 7

Dal pranzo alla cena, passando anche per merenda e aperitivo. Il nuovo indirizzo da segnare in Brera è questo locale, che punta su una cucina gustosa e sostenibile a 360°, leggera per il corpo e per l’ambiente. Protagonisti i prodotti stagionali di origine vegetale, derivanti da colture biologiche e bio-dinamiche, coltivati e lavorati secondo pratiche tradizionali, che non prevedono l’utilizzo di sostanze chimiche. Se state pensando all’ennesima roba per vegani siete però fuori strada: da Bosco Brera trova infatti ampio spazio il pesce, con sfiziose proposte sia a pranzo che a cena. L’idea in più? La possibilità di acquistare i prodotti della Bosco Bottega, tutti caratterizzati dalla piena tracciabilità della filiera agro-alimentare di produzione e provenienti da un’agricoltura sostenibile. Perché le buone abitudini vanno mantenute non solo a cena fuori, e Bosco Brera vi rende innegabilmente la vita più facile.

Forno Collettivo, Via Lecco 15


Credit immagine

Mentre eravamo ammollo nelle acque dell’Egeo, a far festa a Bali o impegnati in un roadtrip negli Stati Uniti, a Milano le panetterie voltavano pagina, diventando di colpo cool. Forno Collettivo rema in questa direzione, proponendo quello che nel locale amano definire pane evoluto, preparato con lievito madre, grani antichi e sconosciuti, farine biologiche e lunghe lievitazioni, da abbinare a vini naturali. Head baker del progetto – nato come spin-off di Champagne Socialist – è Carol Choi, giovane newyorkese trapiantata in Italia: qui, oltre a comprare il pane, potrete anche fare colazione, pranzare e cenare, in un format che prevede un’offerta all day long. A partire dall’autunno, poi, potrete portare a cuocere le vostre forme di pane da casa, recuperando l’antica tradizione dei forni collettivi di paese (e taaac!, ecco spiegato il nome).

Porcobrado, Via Jacopo dal Verme 17


Credit immagine

Sempre di pane si parla. Anzi, di panino. Se ancora non conoscete la spalla di Cinta Senese… beh, cazzo avete vissuto finora a fare? Scherzi a parte, si tratta di una di quelle eccellenze regionali che dovrebbero crescere sugli alberi: dato che la natura non ci aiuta in questo senso, allora ben vengano posti come Porcobrado. In principio era un food truck, ora un locale: premiato per il Best Sandwich a The European Street Food Awards di Berlino, si compone di pane fatto in casa con grano antico Verna, spalla di maiale di Cinta Senese DOP, salsa homemade. I maiali vengono allevati, allo stato brado appunto, da Angelo Polezzi dell’Azienda Agricola Borgonovo di Cortona, nell’Aretino: a Milano adesso il panino si gusta comodamente seduti in Isola, e l’offerta comprende anche taglieri con salumi toscani e la ciaccia, una tipica focaccia di grano Verna. Preparatevi a non poterne più fare a meno.

Credit immagine di copertina: ristorante[bu:r] by Marco Varoli

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