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L’autopsia conferma: le reliquie di Sant’Ambrogio sono autentiche. Il volto? Somigliava a Gué Pequeno!

Sembra una puntata di CSI datata 300 d.C. e invece è tutto vero.

Le analisi di laboratorio sulle ossa di Sant’Ambrogio, condotte dall’Università di Milano e dall’Istituto Galeazzi, confermano l’identikit tramandato dalle Sacre Scritture e dall’Arte: un uomo di circa sessant’anni, altezza 1.70, con una brutta frattura alla clavicola destra e il volto asimmetrico.

Proprio come viene raffigurato nel mosaico del V secolo, custodito nella Basilica di Sant’Ambrogio, nella piccola cappella di San Vittore in Ciel d’Oro.

A darne notizia è Cristina Cattaneo, direttrice del laboratorio di antropologia e odontologia forense, insieme all’abate della Basilica di Sant’Ambrogio, Carlo Faccendini, che quattro mesi fa autorizzò l’apertura dell’urna di cristallo che contiene il corpo mummificato del Santo.

L’obiettivo era analizzarne lo stato di conservazione, insieme alle reliquie dei due martiri Gervaso e Protaso, ma il risultato è una vera e propria cartella clinica del santo, che ha del sorprendente!

Quali era le condizioni di salute del nostro Sant’Ambroeus? Be’, non se la passava molto bene.

La taaac ha rivelato una condizione delle ossa molto compromessa, a causa di una brutta osteoporosi, che potrebbe essere stata una delle cause della sua morte. In particolare, si vede una frattura alla clavicola destra, oggetto di dolori lancinanti, che il santo lamentava – effettivamente – in una lettera inviata alla sorella Santa Marcellina.

In più, le orbite degli occhi non sono perfettamente allineate in altezza, e questo è confermato anche dal mosaico del V secolo in cui assomiglia a Gué Pequeno:

Oh, del resto Sant’Ambroeus ha combattuto contro il diavolo (leggetevi la storia della Colonna del Diavolo). Non si può avere tutto!

Credit immagine di copertina

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