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Compilation perfette: le 10 canzoni degli anni ’00 che ci farebbero limonare anche oggi

Lettera agli Imbruttiti del futuro. 

Vi sembrerà strano ma c’è stato un tempo in cui, per arrivare al cuore di una ragazza, non era necessario un social plan, non serviva l’Iphone e, se ti avessero detto di vedere le spunte blu, sareste probabilmente andati a controllare il gas. 

Cosa si faceva per scopare, quindi? mi chiederete voi. Non si scopava. Come adesso per altro, ma si poteva comunque fallire con stile e con un vago senso di poeticità. 

Come? Mettetevi comodi, indossate una felpa della Lonsdale e allacciatevi le Tn squalo ai piedi. Vi sto per portare nel magico mondo delle COMPILATION. 

Sì, ma cusa l’è sta compilation? Semplicemente un cd (o musicassetta) masterizzato con dentro una 15ina di canzoni varie. Lontani i tempi di Spotify in cui per una manciata di euro puoi legalmente avere a disposizione tutto il database musicale del globo, dai Pink Floyd a Rosario Miraggio. 

A quei tempi un disco con 15 brani scaricati da eMule o WinMix aveva lo stesso valore commerciale di una felpa Supreme e, non a caso, fare una compilation alla ragazza per cui avevi una cotta si trasformò rapidamente nell’estrema prova d’amore. Nulla poteva essere lasciato al caso. Dalla scelta della combinazione dei brani per trovare il giusto equilibrio (tra presa bene e sembro un coglione ma vedi che ho dei sentimenti?) , alla copertina (disegnata a mano? stampata dal pc? a colori?), passando per la dedica e la scritta con l’uniposka sul cd. Persino la marca del cd masterizzato nascondeva molteplici significati: c’era chi comprava i cd della Coop lasciando intravedere una potenziale relazione poverata e chi, astutamente, si lanciava sui Maxell che costavano quanto una finanziaria e svelavano una certa predisposizione allo sfarzo e alla ricchezza.

L’errore più comune era sempre quello di cercare di fare il fenomeno su quanto fosse figa la musica che ascoltavi tu. La musica non c’entrava un cazzo, e tre quarti dei miei cd erano composti da canzoni che non avrei ascoltato neppure sotto tortura. Limonare, solo limonare.

Il succo, era quello di riuscire a comunicare alla sciagurata fanciulla di come morissi dalla voglia di fare con lei quello che fino a quel momento eri riuscito a fare solo con la tua mano sinistra. Come? Affidantoti agli artisti giusti che potremmo epicamente ribattezzare come I cavalieri del limone. 

Ecco a voi la lista dei dieci pezzi con cui dare la caccia al limone nelle playlist dei primi anni 2000. 

Robbie Williams – She’s the One

Artiglieria pesante. Il video, per i folli che lo avessero dimenticato, ritrae il buon vecchio Robbie alle prese con il pattinaggio artistico e una trama degna del miglior cinepanettone. 55 milioni di visualizzazioni e altrettante gravidanze indesiderate sparse per il mondo a causa della canzone. Avvertenze: si consiglia di usare la canzone con parsimonia. Fare 10 compilation per 10 ragazze diverse al grido di She’s the ONE potrebbe suonare vagamente incoerente. 

Backstreet Boys – Incomplete

Categoria sono un cattivone ma senza te mi sento perso. Un pezzo immortale per quella che è stata, a pari merito coi Gazosa, la più grande pop band della storia della musica. Canzone polivalente in quanto utilizzabile sia per la caccia al primo limone con una nuova ragazza, ma anche per riconquistare un limone perduto. (Perduto dopo che lei aveva scoperto che avevi dedicato She’s the One a mezzo liceo). Alternative: per gli aspiranti ballerini si segnala anche I want it that way, brano con cui tutt’ora delizio l’hinterland milanese dopo il quinto gin tonic.

Lùnapop – Qualcosa di grande 

L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha nominato Cesare Cremonini in versione meshato rosso ambasciatore mondiale dell’herpes da succhiotto in discoteca. Non era una vera compilation di fine anni ’90 se non riuscivi a infilarci un pezzo dei Lùnapop da qualche parte. 

Zero Assoluto – Mezz’ora

Rapper più forti di sempre? Tupac, Biggie, Eminem, Kendrick… macché il tipo che faceva il rap nei pezzi degli Zero Assoluto che nessuno ha mai capito come cazzo si chiamasse. Canzone perfetta soprattuto in contesto vacanza. Può essere l’arma definitiva per convincere una poveretta conosciuta in Puglia che, nonostante la fugacità del momento, potrà essere speciale. Evitate di farle notare come quella mezz’ora sia palesemente un’esagerazione e che la vostra prestazione media si aggira intorno ai 9 minuti e 20 a cominciare da quando citofonate. Ma ve lo immaginate il ritornello …sarebbe bello che durasse almeno 9 minuti e 20…?

Jesse Mccartney – Just so you know

Quando Justin Bieber salì alle ribalte qualche anno fa, qualcosa dentro di me mi diede immediatamente la sensazione di deja vu. Sì, Jesse McCartney non è altro che un Bieber che ci ha creduto meno. Nonostante questo, in quegli anni é riuscito a far bagnare liceali con la stessa efficienza dell’Aquafan di Riccione.  Anzi, riascoltando Just so you know al contrario, vi sarebbe contenuta la profezia di un cantante canadese che di lì a poco avrebbe dominato il mondo. Frutto di una relazione omosessuale tra Jesse McCartney e Nick Carter dei Backstreet Boy. Il resto é storia e is it too late to say I’m sorry?. 

Blue – A chi mi dice

Su quel soRideràaaa con una erre sola cupido ha scoccato più frecce di Legolas. Tiziano Ferro, stanco di scrivere canzoni incomprensibili solo per se stesso, decise di deliziarci con quella che allora era la band del momento: I Blue. Il risultato finale è un ibrido tra una lezione di italiano finita male e quando provi a far bestemmiare gli americani in vacanza. 

La mia ragazza continua a ripetermi che per Duncan James mi lascerebbe domani ignara della sua dichiarata omosessualità. Da a chi mi dice a chi glielo dice? 

Cascada – Every time we touch 

L’ Albachiara dei giostrai. La perfetta canzone da dedicare alla tua bella, dopo che l’hai vista mangiare un hot dog con crauti e funghi, stretta nei suoi jeans Angel and Devil, preso dal porcaio a fianco dei calcinculo. Probabilmente scritta sotto l’effetto di multiple droghe sintetiche, il testo abbina una poesia neo romantica al ritmo delle padelle che cadono dal ripiano più alto della cucina. 

883 – Come Mai

Semplicemente Max. Inno nazionale per tutti coloro che hanno passato notti insonni del liceo a pensare a quella ragazza che puntualmente la dava a chiunque, dal figo dalla scuola fino al bidello Peppe, tranne che a te. E’ stata dura, ma Max non ti ha lasciato mai e mai lo farà. 

Raf – infinito 

Tra le principali cause di decesso maschile, oltre al fumo, all’alcool e alle droghe, si annovera ormai da anni la categoria innamorati disperati che tentano di emulare l’acuto di Raf al Karaoke. Caposaldo di ogni compilation degna di questo nome. 

Gemelli Diversi – Un attimo ancora

Tra i ritornelli più strappamutande (in pochi sapevano si trattasse di un brano dei Pooh) della storia della musica italiana. Thema ambasciatore mondiale dell’ignorante dal cuore d’oro. Orecchini di puro zircone, felpa comprata al mercato del pesce e via, si andava in booster sotto caso della figlia del boss della zona a cantare le serenate a colpi di sgasate con la marmitta Polini. 

Ce ne sarebbero molte altre ma voglio limitarmi ad indicarvi la via. Sappiate che queste canzoni non sono mai state messe da nessuno all’interno di un unico disco… 

Siete ancora in tempo.

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