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72 euro per la cassa d’acqua Ferragni? Vi dico io cosa potete fare con quei soldi a Milano

A me la cosa che più mi colpisce dell’Acqua firmata Ferragni non è tanto il prezzo: 8 euro a bottiglietta da 50 cl. Alla fine, se viene lei ad aprirti ogni cazzo di bottiglietta, non è neanche tanto.

Perché io lavoro, guadagno, spendo e… pretendo! E allora, mica compro solo l’acqua, voglio il servizio exclusive!

E se prendo una cassa per quella cifra, mi aspetto l’idratazione a distanza: lei beve e io mi sento la pelle bella fresca e morbida.

Sia chiaro, non è che voglio fare il barbone: piuttosto sono loro che fanno tanto i ricchissimi, ma poi sono Esselunga inside: infatti, se compri il formato famiglia da 12 bottigliette, la cifra scende in maniera esponenziale: 72,50 pleuri.

Ma comunque, la challenge a cui mi sono sottoposto (immolandomi sull’altare della pigrizia e del divertimento) è questa: con 72,50 euro, a Milano, cosa ci fai?

Anzi, faccio peggio. Visto che il mood è eleganza e leggerezza, io punto sull’opposto: ignoranza e pesantezza.

Ore 19.00: aperitivo
Fiondati in Corso Como e spendi 10 euro per un drink. Di quelli buoni buonissimi in modo arrogante. Che poi praticamente hanno la semplicità di un gintonic, ma i nomi che hanno valgono il prezzo dell’agenzia pubblicitaria che li ha scelti. Il peggiore è il Camperol: praticamente uno spritz, ma peggiore. Sia da dire che da bere. Un altro, grazie.
Costo totale: 20 euro.

Ore 21.00: cena
Il sushi è scontato (che in inglese si dice all you can eat), ma puoi anche cercare qualcosa che sia l’antitesi del mood ChiaraFerragni. Ignorante, saporito, ma soprattutto grasso.
Stavolta non ne voglio sapere di gente che mangia sano tutta la vita, la pasta senza glutine, il dolce senza zucchero, gli hamburger senza panino e senza hamburger.
L’unica soluzione Imbruttita è il risotto con l’osso buco e il puré. Chi se ne frega dell’esotismo.
Prezzo 35 euro. Amaro offerto.

Ore 23.00
Anche se sei come Galeazzi dopo la cena di Natale, va là che sorpresa: i soldi non sono ancora finiti. Per questo, concediti un altro paio d’ore sul Naviglio Pavese, in uno dei posti che ti fanno impazzire. Tipo lo Stainer. Due cocktail da 8 euro, con delle combinazioni di superalcolici così maleducati che – almeno – abbiano la residenza in un paradiso fiscale.
Costo: 16 euro. Divertimento e chiacchiere gratis.

Ore 00.30
Sei in strada. La difficoltà di digestione si è sostituita alla brillitudine da alcolici.
E hai ancora 1 euro e 50 che avanza.
Le possibilità sono due: o prendere un biglietto dei mezzi – ma la Ferragni potrebbe rinfacciartelo visto che una come lei, quando dice «Ho preso un tram», significa che se l’è comprato -, oppure tenerli e fare veramente l’esagerato.

Mattina dopo, ore 9.30
Fai quello che i ricchi non sanno neanche cosa sia: vai al bar e lascia un caffè corretto sospeso, di quelli che restano già pagati per chi non se lo può permettere.
Perché in fondo la vera differenza tra quelli che vendono l’acqua a 8 euro e le persone normali, è che loro diventano ricchi, noi restiamo sempre i soliti Imbruttiti…

Ma almeno, con quei soldi, noi trasformiamo una seratona per noi, in una bella sorpresa per qualcun altro. L’acqua Ferragni, nella migliore delle opzioni (ma anche nella peggiore) tutto quello che puoi fare è trasformarla in pipì.

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