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Il Panettone? Potrebbe presto diventare patrimonio Unesco

«La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella», diceva un certo Anthelme Brillat-Savarin, e come dargli torto: basti pensare al panettone, il dolce tipico di Milano.

È proprio il re delle festività a meritarsi – forse, si spera – la candidatura ufficiale a Patrimonio Immateriale dell’Unesco.

La proposta è già pronta, firmata e sottoscritta negli scorsi giorni dai massimi esperti nel settore durante la prima giornata della manifestazione Re Panettone.

Alcune personalità importanti come Luigi Cremona (critico gastronomico), Elio Pescarmona (enologo), Carlo Montalbetti (direttore del Consorzio Comieco) e Stanislao Porzio (patron di Re Panettone a autore di una monografia sul dolce iconico) sono solo alcuni dei pro-candidatura.

Mentre aspettiamo l’approvazione di quest’ultima, sappiate che a portarsi a casa il titolo di miglior lievitato classico dell’anno è stata una pasticceria lombarda: la In croissanteria di Italo Vezzoli a Carrobbio degli Angeli (BG).

L’idea è quella di seguire la falsariga dei pizzaioli napoletani entrati formalmente nel World Heritage immateriale nel 2017, e far sì che l’Unesco riconosca le capacità dei fornai pasticceri milanesi dediti alla lavorazione del lievito madre nella creazione dell’amato panettone. Il secondo passo, è una campagna a sostegno del progetto con tanto di raccolta firme.

Nel dubbio, preparate un bel vinello da stappare. Se invece non ricordate le leggende intorno alla nascita del dolce tipico milanese, date un’occhiata qui.

Credit immagine copertina Credit immagine

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