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Quando copiare le grandi marche diventa un business, ma soprattutto una figura di merda

Le cose costano.
Più che una constatazione, è una gran rottura di palle per noi nullatenenti.

Perché non poter ritornare alla pratica del baratto? Perché non comprarci un bel paio di Prada scambiandole per due pannocchie?

Fortunatamente per noi, qualcuno ha trovato una soluzione grazie alla pratica della copia. Per l’importante primo principio del marketing, ovvero copio ergo sum, ognuno ha la possibilità di comprare un oggetto apparentemente di lusso spendendo giusto l’ammontare di due sedani all’Esselunga.

Ma se l’emulazione è una delle più grandi forme di lusinga, quanto l’invidia, non sempre chi copia fa un buon lavoro. Anzi. In moltissimi casi produce delle figure di merda a prezzo pieno più IVA.

Tipo queste:

1_DIO & GOMEZ

Prossima apertura prevista nel 2019 in corso Vittorio Emanuele. All’inaugurazione, Selena Gomez pronta ad autografare santini dell’Arcangelo Gabriele.

2_BALL STAR

Le famosissime e utilissime scarpe per le cadute di coglioni.

3_GIRGIO ARMWNI

Dal 1975 su Crederci Sempre, Fallire Pure.

4_DAIADS

Perché anche solo sforzarsi di cercare un altro nome quando ci si può affidare agli anagrammi? Adidas, Daiads, Sdaiad, Didasa e sticazzi al copyright!

5_GAME CHILD

Prossimamente: Game Son, Game Father e Game Grandmother.

6_MiKE

Le calzature per Mike, da Mike e solo di Mike.

7_TONNO

All’apertura della confezione potrebbero esserci tracce d’olio extravergine d’oliva.

8_COOC MADEMOISELLE CHAMELE

Per quando c’è un disperato bisogno di Chamele numero 5 (o forse 8)

9_DOLCE&BANANA

Banana con Dolce? Avanguardia pura.

Credits immagini, 2

credits immagine copertina:

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