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Assurde, disumane quanto impensabili: le morti più stravaganti della storia

Indipendentemente dal giudizio personale, studiare storia è importantissimo. Dai dinosauri al Medioevo, da Clemente V a Emanuele Filiberto di Savoia all’Isola dei famosi, la storiografia ci insegna che i periodi d’oscurantismo vengono quasi sempre superati dal lume della ragione. Nell’intero dispiegarsi storico, le scoperte che tuttora segnano il nostro presente sono costellate da un argomento di cui non si parla volentieri: le morti.

Sì, è vero: gioire della morte altrui o anche solo riderci sopra è un po’ da stronzi. Ma, visto che siamo delle merde dal ’15-18, ecco a voi una lista di personaggi illustri del nostro passato morti un po’ alla cazzo di cane:

1_ESCHILO: UN DIAVOLO PER CAPELLO

Tra le tragedie d’incommensurabile bellezza, Eschilo non aveva previsto la propria. Come racconta lo storico romano Valerio Massimo nella sua opera Factorum et dictorum memorabilium libri IX, la morte del tragediografo sarebbe riconducibile a un’aquila. Infatti, nel 455 a.C., il volatile fece cadere dall’alto una tartaruga per romperle il guscio e così mangiarla; ma, anziché prendere quello che sembrava un masso dalle altezze del cielo, il rapace prese appieno la crapa pelata del drammaturgo, frantumandogli il cranio. Quindi, la storia ci insegna che è importante lavarsi i capelli ma soprattutto non perderli. O quantomeno: compriamo un cappellino a Claudio Bisio qualora decidesse di darsi all’arrampicata sui monti.

2_ADOLFO FEDERICO DI SVEZIA: IL GOLOSONE

Re di Svezia dal 1751 al 1771, Adolfo Federico viene ricordato dalla propria madrepatria non tanto per le sue qualità belliche e decisionali, quanto per la sua morte dal sapore dolce. Il 12 febbraio 1771, finito il pasto che annoverava solitamente tante portate quante quelle di nostra nonna a Natale, il Re aveva ancora quel famoso spazio per il fantomatico dolce. Il problema è che si mangiò ben 14 porzioni di semla, un dolce tipico svedese servito nel latte caldo. Insomma, Adolfo come quando noi andiamo al sushi.
Uno di noi.

3_TYCHO BRAHE: MI SCAPPA DA MORIRE

Uno dei padri dell’astronomia, nonchè professore del grandissimo Keplero che, con le sue leggi, rivoluzionò le conoscenze sul moto dei pianeti. Ma fortunatamente, non sempre lo studente emula e supera il maestro. Difatti, secondo quanto riferito dal suo stesso allievo, durante un banchetto a Praga, Brahe cominciò ad avere problemi di vescica. In soldoni: doveva andare in bagno a far pipì. Nonostante l’esigenza, il maestro si rifiutò di lasciar la tavola per non apparire maleducato. Risultato: lasciò il mondo dei vivi per lo scoppio della vescica. Quindi, qualora doveste andare in bagno anche per due millilitri di piscio, andate.
Subito.

4_HANS STEININGER: L’HIPSTER D’ALTRI TEMPI

Figura illustre nel panorama austriaco del XVI secolo, Hans era sindaco della città di Branau am Inn. Ma ciò che contraddistinse la sua persona non furono i meriti civili quanto una particolarità fisica: una barba lunga due metri e passa. Sfortunatamente, nel 1528 la sua città venne rasa al suolo da un incendio; nel tentativo disperato di portarsi in salvo, Hans cominciò a correre scordandosi d’annodare la propria lanugine nelle tasche come era solito fare. Così, inciampò sulla sua stessa barba cadendo dalle scale e rompendosi il collo. Che dire: quando un pelo di barba tira alla morte più di un carro di buoi.

5_OSCAR OTERO AGUILAR: SPARARSI UN SELFIE

2014, solamente quattro anni fa: un salto temporale che dimostra quanto la morte sia beffarda sempre. Oscar, intento a farsi un selfie con una pistola carica sulla tempia, premette il grilletto involontariamente, uccidendosi. #nocomment

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