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Troppe feste di Natale? Nessun problema: ecco come essere dappertutto senza fare la figura del pirla!

Appena scatta il 10 dicembre sul calendario il telefono inizia a vibrare di promemoria.
Ci sono più inviti alle feste di Natale che ormoni nel basso ventre di un adolescente.
E se dire di no è un insulto, non presentarsi è un suicidio. Perché è qui che la fatturazione 2019 affonda le sue radici.

Ma c’è un problema: gli inviti sono settordici milioni, i giorni massimo 15. E poi c’è quella questione rispetto al fatto che non si può essere in più posti contemporaneamente.
Ma l’Imbruttito ignora la fisica e accetta tutti gli inviti. Un po’ perché non andare alle feste è da pirla, un po’ perché per lui, la parola impossibile è come conoscere la suocera prima di aver esplorato la camera da letto della propria fidanzata: non esiste!

E allora, ecco qui una veloce guida per presenziare dappertutto e diventare memorabili.

1_La tecnica di Houdinì

L’unico modo per presenziare a tutte le feste è non andare veramente a nessuna festa. L’importante è costruire una mappa geografica degli appuntamenti. Deve essere circolare. Massimo a spirale se si frequentano i locali del centro.
Si parte dal più esterno. La frase di apertura è sempre la stessa: «Non sono arrivato presto, sono arrivato al dente! Sciambola, auguri!»
Dopo di che salutare i padroni di casa, offrire un giro ai presenti (che in questo caso conviene, tanto son sempre pochi – perché l’Imbruttito non è tirchio, ma oculato) e mettere in atto la mossa di Houdinì (che in italiano si chiama la Baglioni): sparire alla volta di un’altra festa.

2_La mossa di Sandokan

L’importante è entrare alla seconda festa ricordandosi di non indossare la giacca e prendere un bicchiere mezzo vuoto in modo disinvolto dicendo, al primo che si incontra: «E come ti stavo dicendo prima, la fatturazione è come il Natale: meglio farla in famiglia! Mi son spiegato?»

Quindi, si afferra la prima bottiglia in fresco e ci si mette accanto ai padroni di casa con la stessa espressione romantica di Kabir Bedi di fronte alla tigre:
«Avanti, ché la notte è giovane e ci vuole confusi: chi è che sciabola?!»
Il primo che sorride si cucca la boccia e lo spadone. Perché va bene tutto, ma se parte male il tappo, è un attimo che il vestito finisce in lavanderia e la faccenda nel penale.

3_The Albano e Romina Power

Terza festa, la celebrazione della coppia. L’Imbruttito è uomo di festa, ma è anche un galante. Perciò sceglie la sua preda, la avvicina e le manifesta le sue intenzioni:

«Senti, a me ‘ste feste mi fanno cagare. Ma se mi reggi il gioco, garantisco per te in altri due party. Ci stai?»

La preda, ovviamente, se dice no è una giargiana. L’estrazione degli smartphone viene naturale come l’aumento del fatturato quando si lavora bene, mentre il resto è tutto un susseguirsi di altri invitati che fanno i complimenti ai padroni di casa: «Va che alle vostre feste nasce anche l’amore!»

A quel punto, individuare l’origine della frase e fare un occhiolino e dire:
«Felicità! Bucare le tette con forchette, la felicità!»
Il bello di rimanere impressi nella memoria senza neanche fare fatica.

4_Il Tormentone

Quarta festa: questa è la tappa più impegnativa. Bisogna essere creativi. Serve un soprannome o un modo di dire che rimanga impresso nella mente dei presenti, da urlare ad alta voce.
Funziona soprattutto alle feste con forte presenza di commerciali: è il pass-partout per i loro cuori, che ti citeranno per i 12 mesi a seguire come neanche un guru indiano.
Un consiglio è unire un concetto sportivo a uno sessuale. Nessuno sa cosa cazzo significhi quello che dici, però è figo.
Quelle di moda nel 2019 saranno:

1_Ohè, Maestro! Mi piace il tuo stile da dandy-curioso!
2_ Ciao, eteroNinja!
3_Sempre magnifico il malizia-sound di ‘sti momenti!

5_The show must go on!

Quinta festa. Ormai è notte fonda. Metà della gente è sbronza. Tu sei l’unico sobrio.
E scatta il momento foto. Selfie a nastro con le Bollicine-victim: gente così ubriaca che ha la cravatta annodata sulla fronte ed esce dal bagno con l’angolo del pantalone umidiccio.
La gente vuole andare a casa. Ma tu no. E diventi l’anima della festa.

Nessuno ti darà retta, ma chi se ne frega. Perché anche tu vuoi andartene a letto, ma gli altri non lo sapranno mai e ti ricorderanno come quello che, alla Festa di Natale, era il più festaiolo di tutti.

Nota conclusiva: i punti dal 2 al 4 possono essere replicati in base alle feste a cui volete partecipare. E dopo, non vi resterà che andare dal primo zozzo sulla circonvallazione, e pavoneggiarvi di come è andata la serata.

Un po’ perché è giusto che qualcuno vi dica che siete dei geni.

Un po’ perché, del resto, il metodo è garantito al limone.

Credit immagine di copertina

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