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E anche questo 2018 ce lo siamo levato dai coglioni: tutte le cose che vorremmo dimenticare dell’anno vecchio!

Dicembre 2018. Per dodici lunghi mesi ho atteso di scrivere questo pezzo. Ormai lo potremmo definire un classico dell’Imbruttimento. I posteri avranno pur diritto di sapere quanto erano pirla i loro avi. Per questo metto nero su bianco. Tutto. Ancora una volta.

Spoiler: sappiate che non risparmieremo vecchie (che ballano) e bambini

1_Amore e Capoeira 

Tormentone dell’estate italiana. Da zero a cento quest’estate siamo andati fuori controllo a mille per la cachaca e luna piena cantata da Giusy Ferreri su musiche di Takagi & Ketra (chi?). Sì, ma cazzoè la cachaca? Santa Wikipedia ci aiuta affermando che è un’acquavite, comune in Brasile, ottenuta dalla distillazione del succo di canna da zucchero. Ora abbiamo capito perché c’è il sole anche di notte. Ecco, nel 2019, bevetene qualcuna in meno.

2_Le nozze di Harry e Meghan

Dalla favela passiamo direttamente alla casa reale più famosa del mondo. Le nozze del principino Harry con la bella attrice americana (e divorziata) Meghan Markle. La duchessa di Sussex ormai ha passato il periodo di prova in casa Windsor e sfila con il pancione. L’unico a cui non sembra fregare un’emerita mazza è baby George. I ben informati dicono che già disprezzi quel poraccio del futuro cuginetto/a. Il trono ormai è già assegnato e se lo sogna.

3_The Ferragnez

Il royal wedding in salsa italica è molto più trash e si è svolto a Noto (Sicilia) ad inizio settembre. Inutile dire che questi due non ce li leveremo più dai coglioni. Ogni anno alzano la posta e noi, da follower accaniti, non possiamo che prendere nota ammirati. Oltre alle nozze con luna park incorporato, la nascita del bimbo, il Carrefour affittato per fare bisboccia, la bottiglietta d’acqua griffata a otto euro, anche una candidatura per l’Ambrogino d’Oro. Il rapper di Rozzano da ultimo ha dichiarato di voler concentrarsi addirittura sulla musica. Chapeau

4_I Leoni da tastiera 

Dal tenero Leone (Lucia) passiamo ad un gruppo di invertebrati dell’era moderna.  Loro ci hanno consumato gli zebedei come delle vecchie Vans. Sono quelli che imbrattano le bacheche dei social network con commenti pesantissimi, senza conoscere minimamente gli argomenti. Giudicano e insultano il prossimo semplicemente perché la pensa diversamente. Visto che questo fenomeno può creare guai seri, alcune personalità (il dottor Burioni e il direttore Mentana giusto per citare i più famosi) diventano eroi nazionali praticando la nobile arte del blasting. Nel 2019 leggere (e studiare) prima di commentare. PLEASE!

5_Le polemiche su Starbucks a Milano

Qui i leoni di cui sopra ci hanno dato dentro. Millemila commenti negativi contro la catena americana colpevole di avere profanato l’ italico regno del caffè. Peccato che in Cordusio, all’apertura della Reserve Roastery, c’erano code immense e ora i punti vendita di Starbucks spuntano come funghi in giro per la città. Molti di quelli che hanno commentato sui social ora girano in Corso Garibaldi con in mano un double Frappuccino caramel macchiato.

6_La pizza di Cracco

Altra polemica fine a se stessa. Ne abbiamo sentite di tutti i colori, ma poi il locale è sempre pieno di gente. Turisti e non si fermano incuriositi alla ricerca dello chef più famoso d’Italia. Poi se uno si siede a mangiare la pizza in Galleria sa a cosa va incontro. Altrimenti, Spontini è dietro l’angolo.

7_I mondiali senza l’Italia

Non c’eravamo e ha vinto pure la Francia. Peggio non poteva andare. NO COMMENT!

8_Le tensioni con la Cina

Fronte caldo a est. Non ci è bastato che il Milan finisse quasi allo sbando a causa di una cordata di cinesi che sembravano usciti da una ravioleria in Paolo Sarpi (con tutto i rispetto per le raviolerie cinesi). Ci hanno pensato Dolce e, soprattutto, Gabbana a causare una crisi diplomatica con Pechino. Loro si sono giustamente scusati con il popolo cinese. Pure noi però attendiamo una presa di posizione ufficiale per tutti gli All U Can Eat cinesi spacciati per giapponesi.

9_La presunta privacy

Ho perso il conto di quanti questionari sulla privacy ho dovuto aggiornare nel corso del 2018. Una cosa però l’ho capita. Tutti hanno il consenso per sapere tutto su di me, ma io non ci capisco più un cazzo.

10_Nel 2018 non è uscito alcun romanzo di Fabio Volo.

Insomma le nostre cazzate le abbiamo sparate anche quest’anno. Niente nuovo che avanza, ma tutta la banda che suona e che canta. Per un mondo (forse) diverso. BUON 2019!

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