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Food&drink
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Non è proprio necessario essere dei fulmini di guerra per accorgersi che, ultimamente, è tutto un fiorire di locali che propongono un unico, intramontabile, cavallo di battaglia: il pollo arrosto. Chissà che succede all’interno delle complicate dinamiche foodie, chissà come, a un certo punto, ci si è svegliati e s’è pensato che forse era meglio investire su un piatto fin troppo spesso bistrattato e relegato in secondo piano. A torto, secondo me. Il pollo arrosto è alla base della mia personale piramide alimentare sin dalla più tenera età, e anche oggi non riesco a immaginare nulla di più buono di un bel polletto accompagnato dalle sue patate al forno.

In virtù della mia esperienza, oserei dire che questa è da considerarsi la guida definitiva per coloro che fanno del pollo arrosto una religione: ricordate, non avrete altro dio al di fuori della pelle croccante.

Giannasi 1967, Piazza Buozzi 2

Chi mi conosce lo sa: ci sono pochi luoghi al mondo che amo più di Porta Romana, e uno dei motivi per cui ho deciso di viverci è Giannasi. La sua combo di pollo allo spiedo e patate – che danno dipendenza, accidenti a loro – rasenta la perfezione; se poi voleste azzardare una variazione sul tema, buttatevi senza indugio sulla stratosferica zucca al forno. Io a Dorando voglio bene come a un parente stretto, quindi sì, sono dannatamente di parte. Ai detrattori (che sono pochi, ma ce ne sono), vorrei porre una semplice domanda: trovatemi un altro posto a Milano dove ordinare un pollo arrosto intero; patate e zucca per due persone; un misto di frittini e spendere circa 15 euro in tutto. Niente? Ok, allora muti.

Chickenbot

Qui lo dico e qui lo confermo: il pollo di Chickenbot è una bomba. La prima volta che l’ho ordinato ero super scettica, convinta solo dalle recensioni entusiastiche che leggevo. Com’era possibile che da Pero (da Pero!) potesse arrivarmi a casa in venti minuti (in venti minuti!) un pollo arrosto fumante, a una temperatura mai inferiore ai 60° (mai inferiore ai 60°!) e a un prezzo di 13,50 euro (13,50 euro!), patate comprese? Eppure, la consegna spacca il minuto, e una volta in cui aprirete la speciale confezione avrete davanti ai vostri occhi uno dei polletti più succosi, teneri e succulenti della storia. Pure le patate sono da dieci e lode, e non è così scontato: occhio, perché dopo che lo proverete non potrete più farne a meno.

Grouse, Viale Monte Nero 34

Inaugurato lo scorso aprile, Grouse propone quattro versioni di ruspante: Red Hot (col peperoncino); Il Solito (con misto erbe e rosmarino); Speziale (con aglio, rosmarino, pepe, paprika dolce, finocchietto); Agrumi di Sicilia (con arancia e limone). È possibile consumarlo in loco, in un locale accogliente caratterizzato da arredi in legno, oppure richiedere la consegna a domicilio. Bella l’idea delle diverse ricette: la Red Hot, se siete fan del piccante – ma non quel piccante che ti anestetizza il palato – è davvero notevole, l’unica cosa che non mi ha convinta al 100% sono state le patate, che qui sono chips fatte a mano. Buone eh, ma dopo un po’ rompono le balle e rendono impossibile comporre il boccone perfetto insieme al pollo: Grouse è comunque promosso, però fatemi ‘ste patate al forno, suvvia!

Giacomo Rosticceria, Via Sottocorno 36

Location, location, location. La settima creatura di Giacomo Bulleri – dopo il ristorante, il bistrot, la pasticceria, il tabacchi, Giacomo Arengario e il Giacomo – caffè di Palazzo Reale – è ospitata in una villettina con giardino protetto da un pergolato di vite ai margini di via Lincoln, uno degli angoli più suggestivi di Milano. Ciò premesso, il pollo allo spiedo (nostrano o alla francese… io li ho assaggiati entrambi e la differenza era davvero minima) è buono e il prezzo tiene conto del brand Giacomo, nonché del luogo (bellissimo, per carità) in cui lo si gusta. Ergo, 20 e passa euro per un polletto mi paiono un po’ tanti, ma se i soldi non sono un problema e desiderate far colpo su qualcuno o su Instagram, allora siete nel posto giusto.

Polleria Milano 2.0, Via Crema 16

In questo locale abbastanza minimal, è il pollo a farla da padrone. Il nostro beniamino viene preparato con un metodo combinato – al vapore e poi al forno – che gli conferisce morbidezza e ne esalta il sapore: è possibile scegliere tra il classico pollo arrosto e il galletto Vallespluga alle erbe (il mio prefe); quest’ultimo viene anche proposto in versione Japan (marinato con salsa di soia, miele e lime) o Tandoori (marinato con salsa allo yogurt, lime, kasmiri chili, zenzero). La cosa più deliziosa che potrete assaggiare qui, e che non troverete altrove, è però il filetto di coscia e sovracoscia alle erbe, talmente tenero da sciogliersi in bocca. Se non siete divorati dalla fame, una menzione speciale va alle alette di pollo, da mangiare rigorosamente con le mani; unico neo le patate, a mio parere poco croccanti e decisamente migliorabili.

131 Chicken Experience, Corso di Porta Romana 131

Fino a poco tempo fa si chiamava 212 Rotisserie & Delicious, poi adesso è diventato 131 Chicken Experience… numeri a parte, sempre di pollo si parla. Il ruspante allo spiedo è proposto intero, mezzo o un quarto, con patate al forno di rito: buono è buono, ci mancherebbe, ma io di solito vengo qui per le loro chicken wings, che sono spaziali. Sì, lo so, è un’eccezione alla regola, ma che volete farci: le alette vengono passate in una pastella di latte, yogurt e spezie, poi infarinate e fritte; servite con patatine fritte, sono declinabili in versione classic, hot o very hot. Oltre a essere enormi, ma tipo porzione che vi servirebbero in un diner del Massachusetts, per me costituiscono il cibo domenicale perfetto: divano, wings sulle ginocchia, pila di tovagliolini, birra, filmone. Ed è subito Homer Simpson.

 

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