0 0

Aria di primavera, fame che avanza: i nuovi ristoranti da provare a Milano a marzo

Milano non si ferma mai sotto ogni punto di vista, in particolare per quanto riguarda il food. Ogni stagione – macché, praticamente ogni mese – è un fiorire di nuovi ristoranti da provare, tanto che star dietro alle varie inaugurazioni è una specie di secondo lavoro.
Per non perdere l’orientamento nella scelta pressoché infinita, ecco quattro locali che hanno aperto i battenti di recente a cui dare ben più di una chance.

Top Carne, Piazzale Lorenzo Lotto, 14

Dedicato a tutti quelli che «a Lotto ci sono solo San Siro e l’Ippodromo», ma anche ai più accaniti fan della carne: Top Carne (nome inequivocabile, acronimo di The Outstanding Place) prende il posto del Picanha’s, e scommettiamo che diventerà il nuovo indirizzo di riferimento dei meat-lovers. Una location parecchio elegante, dove la carne di qualità – proveniente da tutto il mondo e a prezzi accessibili – è assoluta protagonista: tra le ottime proposte alla griglia, Tomahawk di Black Angus statunitense, Fiorentina, Costata di Scottona bavarese, Rubia Gallega, Black Angus, Chianina, Marango. A completare il quadro, una fornitissima cantina che promette di soddisfare anche i gusti più esigenti. Da oggi Piazzale Lotto non è più solo sinonimo di calcio e concerti: consigliatissimo.

Crosta, Via Felice Bellotti 13

Una delle pizze più buone che potrete assaggiare a Milano, e no, non sto affatto scherzando. Crosta è un forno con pizzeria e piccola cucina: nasce dall’incontro tra Giovanni Mineo – panettiere – e Simone Lombardi – pizzaiolo che si è fatto le ossa al Dry. La loro unione ci ha regalato un bel locale con laboratorio e forni a vista, unitamente a un lungo bancone di pane e dolci: venendo alle pizze, potrete scegliere tra le tradizionali (che prevedono eventualmente l’aggiunta di altri ingredienti e condimenti) e le contemporanee, con abbinamenti inusuali e gustosissimi. Ah, non dimenticate di ordinare un antipasto composto da pizza al burro e pizza al lardo, da condividere: capirete il perché al primo morso.

Nebbia, Via Evangelista Torricelli 15

Design minimale, vetrate, due sale: visto così, Nebbia potrebbe erroneamente sembrare uno dei tanti ristoranti senza arte né parte che invadono la scena meneghina, e invece. I fondatori Federico Fiore, Mattia Grilli e Marco Marrone hanno fatto un ottimo lavoro (di quelli che ce ne sono davvero pochi in città) puntando su materie prime freschissime e stagionali e su una cucina italiana semplice e contemporanea, volta a esaltarle. Verrete tentati da piatti quali zucca arrosto con latte di capra e sesamo; pan brioche con fegatini e cipolla caramellata di Tropea; spaghetti con cime di rapa, peperone crusco, cozze e pecorino; polpo, kale e guanciale; lampredotto, verza e caciocavallo. Nel nostro giudizio non c’è foschia: è chiaro che Nebbia occuperà un posto speciale nel cuore dei milanesi.

Insieme, Via Giovanni Rasori 12

Insieme nella vita, insieme sul lavoro: è questo il mantra – abusatissimo, ahimè, pure da noi giornalisti – dei giovani Alessandro Garlando, a capo della cucina, e Federica Caretta, regina della sala. Lui si è formato con grandi chef (Antonino Cannavacciuolo, Matias Perdomo ed Elio Sironi vi dicono qualcosa?), e ha voluto puntare su «una cucina di mercato ispirata dai prodotti del Mediterraneo», che si traduce in una proposta agile, dinamica, priva di sofismi e posizionata su quella fascia intermedia difficile da trovare a Milano. Il menù cambia stagionalmente: ora in carta segnaliamo baccalà mantecato, polenta arrostita, Lard d’Arnad DOP; guancia di vitello, purea di patate, timo; vongole veraci, brodo di molluschi. Un viaggio lungo l’Italia, tra le sue (tante) eccellenze.

Commenti Facebook


Il Milanese Imbruttito

Una pagina Facebook che nasce dopo un’attenta e imparziale osservazione della città, delle sue abitudini, del suo linguaggio e delle diverse tipologie umano/metropolitane che vivono e lavorano a MILANO.

La chiave e il tono ironico/realista che ne caratterizzano i contenuti, la identificano come riferimento e testimonianza moderna delle dinamiche sociali e dei cambiamenti linguistici all’interno della città.

Il Milanese Imbruttito non è né in orario, né in anticipo, né in ritardo; è già lì!

Vieni a trovarci sui nostri social!