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50 sfumature di luoghi comuni: da uomo a uomo, un breve ripasso dei peggiori stereotipi sulle donne

Caro uomo, 

buona Festa della Donna. Ma come caro uomo, direte voi. Ebbene sì cari amici, mi sento di ribadirlo: caro uomo. 

Ci risiamo anche quest’anno. La festa che da sempre causa più fraintendimenti e litigi di un post di Wanda Uanda Nara, è di nuovo tra noi. Sì, ma cosa c’entrano gli uomini, vi starete domandando? Semplice, negli anni mi sono accorto come siano soprattutto gli uomini, o meglio, un certo tipo di uomini, ad aspettare questa festa come una sorta di Wrestlermania della battaglia tra i sessi. 

È la stessa malattia mentale che porta gli atei a rompere i coglioni nel giorno di Natale, gli scapoloni nel giorno di San Valentino, i vegani alle grigliate di Pasquetta e i carnivori al Festival del Tofu. Vedi una festa, un’abitudine o una tradizione che non ti riguarda? Quale momento più opportuno per scartavetrare la minchia con le tue battutine trite e ritrite da presunto maschio alpha di sto gran ciuffolo. Altro che maschio aplha, tu sei al massimo il maschio an-alpha, e sei talmente prevedibile che sono in grado di anticipare tutti i luoghi comuni con cui rovinerai la festa della donna a tutti, anche a te stesso, ma sei solo troppo babbo per capirlo. 

1_«Esco con un amico»

Non c’è niente da fare, per il maschio analpha questa affermazione risulta più inconcepibile e criptica di un’enciclopedia di Luca Giurato. L’idea che un uomo e una donna possano condividere una piacevole serata assieme senza ambizioni pornografiche, risulta più  assurda di un Oscar a Nicholas Cage. Care amiche, portate pazienza nel vedere l’ominide performare una fedele imitazione di Maccio Capatonda («Scopareeeee») non appena cercate di spiegargli che un ragazzo e una ragazza possono uscire assieme in amicizia.

2_I migliori chef comunque sono uomini 

Un grande classico e, nella sua tristezza, uno dei luoghi comuni più divertenti da vedere inscenato. Specie se tra marito e moglie, a tavola, durante un pranzo in famiglia. Il tutto comincia solitamente da un complimento alla portata che è appena stata servita in tavola, pietanza preparata con grande cura dalla moglie del maschio analpha. Potrebbe essere un buon inizio, ma è soltanto l’inizio della fine. 

«Buono eh, voi donne in cucina siete pazzesche… cioè nella cucina da casa… perché gli chef stellati SI SA che sono tutti maschi». Commozione celebrale, ictus, catalessi e morte. 

La cosa più divertente è che questa, oltre a essere una stronzata col botto, arriva solitamente da gente che come massima espressione di cucina stellata può dire di aver provato la gourmet edition di McDonalds firmata da Bastianich. 

3_Icardi – Wanda Nara

Opzione freschissima dalle pagine di cronaca rosa-sportiva. Un tema che siamo sicuri causerà almeno una manciata di accoltellamenti e una decina di arresti. 

Della telenovela Icardi si è detto già tutto e il contrario di tutto, ma per il maschio analpha è assolutamente inconcepibile che un calciatore di successo venga rappresentato da una donna e per di più da sua moglie. Non è un problema la sua discutibile preparazione o il fatto che la signora faccia 46 cose contemporaneamente e quasi tutte male, il problema è che si sia intrufolata una non-pisello-munita all’interno del mondo del calcio. 

Uomini talmente poco sicuri di sé da vivere nel terrore che la fidanzata tolga loro il diritto di andare a giocare a calcetto con gli amici. Ovviamente non vogliono che questo triste destino capiti anche al povero Maurito. 

4_Le mimose puzzano 

«Se non puoi combatterli, distruggi i loro simboli», recita un noto motto di guerra. In realtà non esiste e me lo sono appena inventato, ma il concetto rimane vero. La lotta alle mimose è abbastanza sterile, e prevalentemente dettata da ignoranza. Nel 1946, l’U.D.I  (Unione Donne Italiane) cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della Donna del dopoguerra. La scelta cadde quasi obbligata sulla mimosa. Una delle poche piante a fiorire agli inizi di Marzo e a costare pochissimo in tempi in cui i lussi erano ben pochi. 

5_«Sì ma la festa dell’uomo?»

L’argomentazione che dovrebbe, di diritto, garantirti una pensione di invalidità per infermità mentale. Quella che agli occhi di una persona vagamente normale non può che suonare come un’assurda provocazione, è in realtà una teoria a cui ho potuto assistere più volte live. Inutile spiegare loro che i giorni di commemorazione solitamente si fanno per le vittime e non per le categorie privilegiate. Ve la immaginate altrimenti la festa nazionale dei maschi bianchi cattolici eterosessuali ricchi e senza preoccupazioni? 

6_Il fidanzato nero 

Ricordo ancora quando ho pensato questa cosa per la prima volta. Stavo tornando a casa dopo una giornata passata al mare quando mi lasciai andare a questo pensiero: «Pensa che sfiga se sei una tipa che s’innamora di un ragazzo nero, tutti penseranno che è solo per le dimensioni». Ok, avevo solo 17 anni e avrei potuto articolarlo meglio ma, ahimè, la sostanza non è cambiata. 

7_Gli spogliarellisti

Certo, bisogna ammettere che andare in discoteca a strusciarsi contro un manipolo di energumeni palestrati non è probabilmente il modo più raffinato per celebrare la festa della donna. Ma chi siamo noi per parlare, che al terzo negroni in discoteca ci strusciamo anche sulla macchinetta che distribuisce i preservativi nel cesso del locale.

Care amiche, portate pazienza. E qualora il peso dell’inettitudine del maschio analpha possa apparire a voi insopportabile, ricordate sempre le parole di Groucho Marx: 

«Gli uomini sono solo delle donne che non ce l’hanno fatta».

Buona festa della Donna. 

 

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