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A Berlino i biglietti dei mezzi per le donne costano il 21% in meno, come il gap salariale rispetto agli uomini

Cari Imbruttiti, ci risiamo. Dopo i sandali coi calzini, abbiamo trovato un altro motivo per incolpare i tedeschi di qualcosa: sì, perchè siamo sicuri che l’ultima iniziativa made in Deutschland provocherà più discussioni della Var. 

Sì chiama Frauenticket ed è l’ultima trovata mirata ad aumentare la sensibilizzazione nei confronti di quel gap salariare che ancora oggi, anche in paesi all’avanguardia come quello tedesco, continua a essere una brutta abitudine dura a morire. Ovvero la differenza di stipendio che, a parità di mansione, esiste tra uomini e donne.

Un problema trasversale che tocca tutti i paesi dell’Unione Europea con una media di circa il 16% (massima in Estonia 25,6% e minima in Romania 5%). 

Lanciata dalla Bvg, l’azienda che gestisce i trasporti pubblici a Berlino, la campagna  inaugurata lo scorso 18 marzo nell’Equal Pay Day, consentirà alle donne della città di acquistare un biglietto giornaliero usufruendo del 21% di sconto. Ogni lunedì si passerà dai normali 7 euro alla più accessibile cifra di 5.50.  

La presidente dell’azienda, Sigrid Nikutta, ha spiegato come questo sia un tentativo di controbilanciare il gap salariale che porta «le donne a guadagnare meno dei colleghi maschi per lo stesso lavoro». 

L’iniziativa sembra aver raccolto da subito un supporto abbastanza trasversale, e anche Londra, tra le altre, sembra intenzionata ad allinearsi sulla linea di Berlino. 

E Milano? Una cosa è certa, se venisse approvata, già immagino schiere di giargiana in tacchi a spillo nella speranza di risparmiare due euro. 

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