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Terme è veramente sinonimo di relax? Cronaca semiseria di una giornata di delirio

Io e le terme, partiamo da un dato di fatto: ultimamente ho un perentorio e costante bisogno di relax. Per soddisfarlo si fa presto però a dire «Vado alle terme».

Non mi sto riferendo a un luogo preciso (Porta Romana?), ma a tutti i centri benessere, SPA ecc. sparsi per mari e monti. Già scegliere tra un’offerta così ampia mi porta in dote un bel carico di stress.

Spesso mi dimentico inoltre che le terme nascondono una serie di insidie e sono frequentate da un ecosistema di personaggi che stanno al benessere psicofisico come una coda tra Pero e Cormano alle 7 del mattino.

Tutto comincia alla reception. «Ha prenotato?». Ovvio (per chi mi hai preso?). «Vuole il pacchetto X?». No. «Quello Y?». Neanche. «Z con massaggio shiatsu di 2 ore e mezza?». Figa NO!

Lo sguardo della signorina passa rapidamente dall’entusiasmo all’indifferenza. Sarà per il mancato cross selling, immagino. Cazzomene, ti ho appena mollato mezza gamba d’Euro (che poi sarebbe equivalente a circa una gamba del vecchio conio) per l’ingresso e ti schifi pure?

Passo al ritiro di asciugamano, accappatoio e ciabattine. Stranamente comprese nel pacchetto base. Un’addetta con fare risoluto mi ricorda che se voglio un cambio mi costerà due Euro extra (ma dai? Non avrei mai pensato). Vuole inoltre vendermi una spilletta per scrivere il nome. Se un tizio inavvertitamente si prenderà la mia biancheria chiaramente dovrò pagare una fee. Tanto vale prevenire. Giusto per mettere un po’ d’ansia.

«Buon relax», mi augura quindi l’addetta agli accappatoi. Invece io vorrei tanto dire a questa cara signora che dopo aver dribblato tutte le offerte – allettanti come un gratta e vinci della Ryanair – già mi sento affaticato.

Riesco così finalmente a raggiungere gli spogliatoi, mi cambio e sono pronto. Ah no, prima devo litigare con la cassaforte dell’armadietto. Figa, ora gli sbatti sono davvero finiti e mi posso godere la giornata.

Giro di perlustrazione e mi butto nell’idromassaggio. Neanche il tempo di entrare e mi accorgo di essere circondato da gente che limona duro in vasca. Sono alle terme oppure su Pornhub? Ora, non è che io voglia fare finta di essere puritano, ma qui le Boobs han preso il posto delle bolle.

Proseguo quindi il mio viaggio nel benessere tra percorso Kneipp, bagno turco, e camera del sale. Possibile che ci sia un casino allucinante ovunque? Hanno aperto le gabbie? Gente che urla come se fosse a una serata dopo cinque Negroni.

Il tutto nella totale indifferenza dello staff che dovrebbe vigilare sul silenzio (che è sinonimo di relax, ma solo sui depliant pubblicitari del centro benessere).

Figa, in tutto questo mi è venuta fame. Gratis però, a pranzo, solo piatti da clinica. Ricordate Renato Pozzetto in 7 chili in 7 giorni?. La cosa più calorica che trovo è una mela. Ovviamente c’è una soluzione per lo sbrano che mi assale: farsi un giro negli spogliatoi. Aprire armadietto e cassaforte. Estrarre dal portafoglio venti euro more or less per godere di un luculliano buffet offerto dalle terme.

E allora doppio giro di antipasto, primo, secondo, contorno (verdura uguale benessere, no?). Poi, vuoi non provare i formaggi tipici? E per finire gran mix di dessert. Il tutto innaffiato da un vinello rosso.

Insomma, più che un light lunch, un pranzo di Natale in accapatoio. Così, sazio quasi da scoppiare, decido che è ora di schiacciare un pisolino. D’altronde è pieno di salette fighissime dedicate e mica mi posso buttare in acqua dopo che ho mangiato, no?

Peccato che sia tutto busy. Sala del camino? Piena. Sala relax con il fieno? Idem. Materassi ad acqua? Luoghi deputati all’accoppiamento selvaggio.

Riesco così a trovare un posticino su una seggiola a forma di alveare. Mi sembra di averle viste in offerta a Leroy Merlin una volta. Oggi ho capito perché non le ho comprate allora. Si muovono, cigolano e aiuto!

Decido allora di ricominciare a rilassarmi veramente, tra sauna, fanghi e pediluvio tutto fila insolitamente liscio. Galvanizzato mi tuffo pure in una vasca di acqua gelida.

Tutto scorre fino all’ora dell’aperitivo. Compreso per tutti. Ergo spallate per un prosecchino. Mucchi selvaggi per un cubo di Bologna. Proprio durante un pogo per un pezzetto di focaccia parte l’intuizione: se son tutti qui a cercare di procacciarsi il cibo le vasche saranno vuote….

Lo sgamo vale il prezzo del biglietto. Goduria allo stato puro. Idromassaggio me myself and I. Quasi prendo sonno. Mi desto soltanto per riattivare le bolle quando smettono. Scopro così il paradiso in terra.

Ormai convinto di avere in mano tutti i segreti del relax, nel momento in cui la vasca si ripopola della fauna post happy hour decido di proseguire in direzione ostinata e contraria. È ora di una bella doccia.

Esco dall’idromassaggio,ma….

No figa, mi han zanzato l’accappatoio!

Credit Immagine di Copertina

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