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Dall’Orto Botanico alla Triennale, il Fuorisalone (e oltre) targato Eni

Articolo scritto in collaborazione con Eni

Il Fuorisalone: che sbatti.

È tornato e, stando ai rumors, pare che i Giargiana ci stiano già rubando tutti i parcheggi. Quest’anno, però, sembra esserci un motivo in più per addentrarsi nel caos di quella che è senza dubbio la settimana più sclerata dell’anno: l’Orto Botanico di Brera si appresta a diventare un baluardo di eco-sostenibilità con una serie di installazioni a base di…funghi. Sì, incredibile ma vero, la combinazione di micelio (l’apparato vegetativo del fungo) e Canapa dà vita a un materiale che per resistenza e struttura ben si presta alla realizzazione di creazioni architettoniche. Un perfetto esempio di economia circolare che porterà le stesse installazioni a diventare, a Fuorisalone concluso, un fertilizzante per il terreno. Il progetto, firmato da Eni in collaborazione con Carlo Ratti Associati e la startup Mark Shakr, si chiama Circular Garden e prende spunto dalla pratica medioevale degli orti chiusi (Hortus Conclusus, se volete menarvela con gli amici). Al tempo, per mettersi al riparo dalle invasioni barbariche, gli antenati dei Giargiana si portavano le coltivazioni necessarie al sostentamento della comunità all’interno delle mura.

L’iniziativa arriva a pochi mesi di distanza dall’altro progetto di Eni CappottoMio (servizio mirato alla riqualificazione energetica degli edifici), e porterà a una riorganizzazione degli spazi dell’Orto Botanico con installazioni, stanze a tema e un’area party dedicata.

Le quattro installazioni saranno costituite da un gioco di catenarie realizzate tramite un processo di lavorazione del micelio. Una tecnica che sarà possibile osservare durante i workshop (tre volte al giorno, sessioni di 30 minuti) che verranno organizzati al fine di sensibilizzare i visitatori su questa pratica e sul concetto di economia circolare.

Economia Circolare che sarà anche protagonista di un percorso che Eni porterà avanti con la Triennaledi Milano da qui al 2021. Primo appuntamento quest’anno con Broken Nature: Design Takes on Human Survival, un’esposizione firmata Paola Antonelli, senior curator al MoMa di New York. Si tratta di una selezione di 10 opere e 10 parole circolari che invitano a riflettere sulla necessità di mettere un freno al processo autodistruttivo che affligge la civiltà contemporanea.

Beh, se Leonardo DiCaprio aveva salutato i 3 milioni di alberi che verranno piantati entro il 2030 con un post su Instagram, a ‘sto giro lo vogliamo vedere al Workshop a lavorare il micelio insieme a noi. Non sia mai che impari a costruirsi una zattera per il prossimo Titanic…

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