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Prima giornata di Fuorisalone: promossi e bocciati di un giro-delirio Imbruttito

Vedersi tutto il Fuorisalone d’un fiato non è impresa improbabile ma letteralmente impossibile: l’unica soluzione sarebbe aprire uno stargate spazio-temporale nel cimitero di bicchieri di plastica lasciati in Tortona o possedere il dono dell’ubiquità come Chiara Ferragni.

Insomma, una sola giornata di slalom tra Giargiana in trasferta è sufficiente appena per vedere un po’ d’installazioni senza senso e garantirsi un abbiocco pesante una volta rientrati a casa la sera.

Ma a Milano, si sa, se non vai al Fuorisalone conti come il due di bastoni quando briscola è denar… ehm, fatture. Partecipare è d’obbligo. Perciò anche quest’anno ci siamo fatti lo sbattone solo per raccontare a voi, incarcerati dell’office, il meglio del peggio che c’è là fuori: cosa evitare e dove correre per fare 4 scatti Instagram-friendly e avere qualcosa da raccontare ai colleghi alle macchinette il giorno dopo.

Il tutto, ovviamente, doveva essere ZERO SBATTIMENTI, perciò ci siamo spostati con i monopattini elettrici Helbiz e abbiamo sgasato in giro per la città al grido di Oh ma siete seri?, godendo di una gran giornata di sole. I monopattini sono un po’ ovunque, permettono di coprire piccole e medie distanze in maniera eco-friendly (oh, non dimentichiamoci dell’ambiente) e con l’app si prendono e si mollano ovunque in un attimo.

Ecco un bel listone facile-facile di promossi e bocciati che siamo riusciti a raccogliere in un giro-delirio di qualche ora:

Il meteo: promosso

Una giornata di sole di quelle che potete star certi non capiteranno mai a Pasquetta ci ha accompagnati per tutto il gran tour del concetto. Non troppo caldo, non troppo freddo, macchiato caldo… ah no, quella era un’altra storia. Voto: 10.

La Statale di Milano: rimandata alla prossima sessione d’esame

Al centro del cortile principale campeggia un’enorme scritta HELP fatta con tappi di plastica assemblati. Una richiesta di aiuto cui sentiamo di unirci alla fine di questa giornata.

A parte un paio d’installazioni salvabili, un grandissimo BOH generale ha preso il sopravvento. Ma non è forse quello che succede a ogni Fuorisalone? D’altronde il design ti deve arrivare. E a noi non è arrivato.

L’enorme scroto in piazza Duomo: bocciato, ma forse alla fine promosso

Ok, non è davvero uno scroto: nato come simbolo contro la violenza sulle donne, se visto da una prospettiva diversa – ovvero spalle al Duomo –, come molte cose della vita acquista improvvisamente senso. Un grande scroto trafitto da spilli. Riuscite a immaginare qualcosa di peggio per un uomo? Alla fine anche bravi tutti.

Aqua Leonardo: promosso a pienissimi voti  

Probabilmente la migliore installazione beccata nel nostro giro, è la celebrazione del genio leonardesco a 500 anni dalla morte. Una riflessione sull’acqua in Conca dell’Incoronata, là dove scorreva il Naviglio, sviluppata su due piani: sopra una grande vasca e un led che mostra un’utopica Milano del futuro, sotto un’installazione immersiva pazzesca ideata da Balich Worldwirde Shows (Sì, Balich, lo stesso dell’Albero della Vita a EXPO 2015), che vi consigliamo assolutamente di vedere. La coda che troverete fuori, per una volta, vale l’esperienza.

Palazzo Isimbardi: bocciato

Siamo arrivati col ricordo dell’installazione dello scorso anno che ci era piaciuta parecchio, ce ne siamo andati con una gran scrollata di spalle. Se passate in zona, come sempre, il giardino della villa regala grandi emozioni. Buttateci il naso, o il sedere sui cuscinoni.

Orto Botanico di Brera: promosso ma con riserva

Mettiamola così: tra le casette dell’anno scorso e le strutture un po’ metafisiche di quest’anno, preferivamo le casette. Detto ciò, nel contesto dell’Orto Botanico con il solito glicine rampicante in fiore, sembrerebbe bello pure Piero Fassino, quindi è difficile dare un giudizio oggettivo. Passate e farvi un’idea che tanto vale sempre la pena.

Il Fuorisalone però è ancora lungo, di giri ne abbiamo in programma diversi (oh, seguiteci nelle stories su Instagram nei prossimi giorni) e l’unica certezza in nostro possesso, a parte un gran mal di testa per eccesso di concetto interiorizzato, risiede nel mezzo di trasporto: meglio un Fuorisalone in Helbiz che una vita sullo spostapoveri.

Articolo scritto in collaborazione con Helbiz

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