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La sessione d’esame è un incubo e vi spiego perché

Articolo scritto in collaborazione con Cepu

Si sa, la vita dell’universitario è un pendolo che oscilla tra il «chi» e il «me l’ha fatto fare?». Avere la piena indipendenza nella gestione del proprio tempo è, per antonomasia, la più grande condanna per ogni studente, me compreso.

Ma al peggio non c’è mai fine e noi universitari, il peggio, lo conosciamo bene: la sessione d’esame. Periodo psicologicamente più instabile dei pomodorini sulla bruschetta, lo passiamo preparando esami da 2 cfu che constano di un programma che nemmeno quello di Mattarella per la formazione del Governo.

E se anche voi, come me, avete passato in rassegna tutti i 12 Apostoli sperando nel miracolo celeste per passarne uno, non demordete, perché c’è sempre chi ci può aiutare. Per esempio: Cepu. Al pari di Xena per Olimpia, Cepu aiuta lo studente a far fronte ai momenti più bui della propria carriera. Alla sessione si arriva sempre disorganizzati e, tra i tanti esami, c’è sempre quello rimasto indietro dai tempi di Saranno Famosi. A tal proposito, il sostegno offerto da Cepu è proprio quello di un tutor preparato ma flessibile per ogni tipo di esigenza relativa allo studio, sempre disponibile ad aiutare per l’organizzazione e, perché no, anche ad ascoltare tutto quello che rende il periodo di preparazione d’esami un incubo a occhi aperti. Tipo:

1_la settimana prima dell’esame sei affabile quanto la monaca di Monza di Manzoni: sepolta in casa, sciatta e con la voglia di parlare di uno scoglio del lungomare di Senigallia;

2_quando chiedi ai tuoi compagni di corso qualche consiglio sull’esame che hanno già sostenuto, ti senti rispondere: «Beh, se studi bene vedrai che è facile». Che dire, e io che credevo di fare due verticali rovesciate come Carlotta Ferlito e prendere 28 al corpo libero;

3_ti lamenti costantemente di quanto sia difficile l’università come se fossi stato obbligato a iscrivertici. eh no, proprio no invece, sei tu masochista;

4_un giorno capirai il perché ti sia capitato quel metodo di studio per cui devi ricopiare tutti i libri come gli amanuensi nell’ottavo secolo, ma quando quel giorno arriverà, probabilmente starai ricopiando la riposta al dilemma per memorizzarla;

5_il giorno dell’esame, piuttosto che farti sentire dagli assistenti, preferiresti un interrogatorio dalla Maionchi sotto l’effetto di una canzone di Fedez in loop per 16 ore;

6_durante l’interrogazione, se sai la domanda ti fai avanti come se finalmente il quarto Segreto di Fatima potesse essere svelato dalla tua conoscenza trascendentale, altrimenti parti dalla ricetta delle lasagne alla zucchina di tua zia Carla perché tanto qualcosa d’inerente ci sarà sicuramente;

7_torni a casa dall’esame più stanco di Maria de Filippi dopo un intervento della Celentano sui colli dei piedi, convinto di poter finalmente dormire per il tempo dell’Impero Carolingio e invece: dopodomani hai un esame di cui, forse, sai giusto il titolo. Forse;

8_dopo aver passato le pene del pelide Achille per 20 cfu, torni a casa soddisfatto e tua madre ti rincuora come solo lei sa fare: «Ok». Ok, che vita orrenda mamma. Lo so.

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