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Una gita a…Grazzano Visconti: tra Harry Potter e atmosfere “medievali” a un’ora da Milano

Uè Imbruttiti, ma siete mai stati a Grazzano Visconti?

Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di un piccolo e delizioso borgo situato nel territorio del comune di Vigolzone in provincia di Piacenza. Cambia la regione, ma siamo a meno di un’ora dalla barriera di Melegnano.

Prima di mettervi in viaggio e di far beeppare il Telepass dobbiamo però avvertirvi di un aspetto importante: buona parte delle cose che vedrete a Grazzano Visconti, pur richiamando il Medioevo, sono state costruite di recente. Addirittura nel secolo scorso!

Nei primi anni del Novecento il duca conte Giuseppe Visconti di Modrone (padre del regista Luchino) decise di costruire da zero un piccolo villaggio in stile neo-medievale progettato dall’architetto Alfredo Campanini.

Cazzocene di chi ci dice che Grazzano Visconti è un fake (gente che poi si fa i selfie alla Minitalia di Capriate). Noi partiamo e non ce ne pentiamo.

Arrivati e parcheggiata l’auto (4 Euro il costo per la giornata) da subito si respira un’atmosfera magica. Non a caso qui spesso vengono organizzati eventi dedicati a Harry Potter e rievocazioni storiche.

Purtroppo non riusciamo a visitare il Castello, uno dei pochi edifici originali. Costruito nel 1395 per volere di Giovanni Anguissola, marito di Beatrice Visconti. Non fate come noi, se ci tenete a vederlo prenotate.

Molto carine anche le botteghe e i cimeli di un museo contadino sotto una grande tettoia della Cortevecchia. Trattori d’epoca e attrezzi tipici dell’agricoltura di queste zone.

Ok, va bene il mood ruralfintomedievale, ma la pancia brontola e ci è venuto lo sbrano. Il borgo offre tutta una serie di ristorantini che appaiono dall’esterno molto simili. Menù tipici piacentini: gnocco fritto e salumi,  tortelli con la coda… Il tutto rigorosamente innaffiato da vini locali (Gutturnio il rosso e Ortrugo il bianco). Noi abbiamo provato la Taverna del Castello che si distingue per i tagliolini freschi alla carbonara con culatello.

Qualche chicca? La principale è il Museo delle Cere con opere e costumi molto curati che rappresentano molto fedelmente i personaggi che hanno fatto la storia del piacentino. Con qualche invasione nel territorio di Parma per questioni di genuino campanilismo. Se durante la visita avrete la fortuna di essere guidati dal signor Maurizio, grande appassionato di storia, vivrete un’esperienza emozionante (anche se per lui Giuseppe Verdi è stato senza ombra di dubbio più piacentino che parmense, nonostante Busseto sia in provincia di Parma).

Da segnalare anche il Museo delle Torture (per chi non è debole di stomaco) e l’annessa Escape Room dove in trenta minuti dovrete riuscire a fuggire dalle grinfie del boia.

Insomma, si rientra a Milano contenti e con una bella giornata da raccontare.

Credit Immagine di Copertina

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