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Anche io, come voi, ho dei colleghi e sono qui per raccontarvi come sopravvivere a questa croce

Mi tocca lavorare, sì. Contrariamente alle previsioni di un futuro in cui i robot avrebbero decifrato i brief in pochi secondi e si sarebbero palesati al nostro posto alle riunioni del lunedì mattina, eccomi ancora alla scrivania che fingo di avere un lavoro vero e a convincermi che un giorno tutto questo dolore sarà utile anche solo per far vergognare i posteri sui vari forwardami, schedulare, e a ricordarci quanto ci saremmo meritati l’estinzione di massa per mano di Kim Jong-un. A questo retaggio feudale di doversi presentare per otto ore in ufficio dal lunedì al venerdì, si aggiunge anche la deplorevole, coatta condizione di dover condividere questo infinito lasso di tempo con delle persone, degli esseri umani. Nel gergo comune, colleghi.

Colleghi che non si sforzano minimamente di rendere la convivenza perlomeno rispettosa degli articoli della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. Colleghi che non perdono occasione di trasmetterti il colera, la lebbra, il vaiolo, il tifo e tutte quelle malattie del Medioevo che stanno ritornando in voga grazie ai no vax. Colleghi, ancora, che fanno inspiegabilmente carriera perché sembrano effettivamente adatti al ruolo che ricoprono, ma che in realtà sono una bruttissima (foto)copia di una biografia non autorizzata di Oscar Giannino.

Potrei continuare all’infinito – ma ho appena preso le mie goccine – per cui arriviamo al punto e cominciate a leggere questi consigli che vi torneranno utili nella vita lavorativa di tutti giorni. In attesa che i centri per l’impiego mi chiamino come vostro navigator;

Alleatevi con i nemici e vendicatevi dopo
Tra le tantissime lezioni di vita che ho appreso dalla visione di Quel mostro di suocera, questa è sicuramente la più importante: tenetevi stretti gli amici, ma più stretti i nemici. Soprattutto se colleghi. Indossate il vostro migliore fake smile e, all’occasione più adatta, diffondete le loro foto delle medie, in piena pubertà, durante gli eventi aziendali (le avranno sicuramente conservate in qualche gallery su Facebook)

Disinfettate tutte le superfici e vaccinatevi come se steste andando in Africa
Armatevi di presidi medici chirurgici e procedete alla sanificazione del vostro spazio vitale. Bruciate ogni fazzolettino di carta lasciato in giro sulla scrivania ed evitate contatti con ogni essere umano o agente patogeno. La sanità pubblica vi ringrazierà

Siate sempre pazzeschi/e anche nei periodi più bui
Quindi, attiratevi le invidie e i successivi complimenti di tutti, anche quando state perdendo il controllo della vostra vita e il conto in banca è più in negativo di Piazza Affari. Fingersi persone di successo e realizzate può essere molto faticoso, ma vi regalerà sicuramente l’emozione di vedere gli altri che, a loro volta, fingono di essere contenti per il vostro benessere

Fatevi licenziare e chiedete il reddito di cittadinanza
Altro che finta invalidità, altro che lavoro in nero o gratta-e-vinci. La vera svolta è il reddito di cittadinanza. Certo, non dura in eterno e ci obbliga a cercare un nuovo lavoro. Ma che importa? Il mondo sta collassando, siamo prossimi a una nuova crisi e la vita è troppo breve per pensare al futuro

Articolo scritto da Maurizio Binetti

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