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Ve li ricordate i chiodini? Una ricerca dice che sono il gioco più educativo di sempre

È ufficiale: se siete così come mamma v’ha fatto non è solo questione di genetica. E no, non è nemmeno colpa delle troppe testate prese cadendo da letto e seggiolone. Quelle bhé, di certo non hanno migliorato la situazione. Tralasciando i casi disperati, in cui puntualmente ci imbattiamo ogni giorno, sappiate che se siete dei geni – delle fatture e non – è merito di un semplice gioco per bambini.

Vi ricordate i chiodini colorati? Per quelli di noi che non sono spuntati da sotto uno smartphone, ma dal caro e vecchio cavolo, possono essere considerati un classicone. Per tutti gli altri, cresciuti con Instagram in una mano e un joystick nell’altra, si tratta di piccoli chiodini multicolor con cui si componevano figure mediante l’utilizzo di un’apposita lavagnetta munita di buchi.

Si tratta dei predecessori dei Lego, inventati nel 1953 dall’azienda italiana Quercetti di Torino e presenti ancora oggi in commercio.

A rispolverarli dal baratro del dimenticatoio ci ha pensato uno studio scientifico che ha dimostrato il loro enorme potenziale educativo: i giochi che implicano manualità e creatività, infatti, permettono ai bambini di sviluppare il senso di motricità e spazio.

A conferma di ciò, arriva anche la ricerca effettuata dal Karolinska Institute di Stoccolma. Questo gioco, al contrario dei più avanzati videogames, aiuterebbe «lo sviluppo cognitivo dei bambini e delle loro facoltà linguistiche e di apprendimento».

E così corsero tutti in cantina alla ricerca dei chiodini perduti!

Credit immagine, Credit immagine copertina

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