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Vestiti, usciamo: 5 ristoranti top dove mangiare (bene) a NoLo

Avete presente quel video – mi pare fosse del 2002 – di Kylie Minogue, girato da Michel Gondry nel sobborgo di Boulogne-Billancourt, in un’area chiamata Point du Jour? Non so bene per quale motivo, ma ogni volta che mi trovo a passeggiare per NoLo mi viene in mente il videoclip di Come Into My World, vuoi perché diciassette anni fa il quartiere immortalato era considerato emergente (non si parlava ancora di gentrificazione e stavamo comunque tutti bene), e la scelta del regista e della mini-popstar australiana risultava… beh, abbastanza controcorrente. Vuoi perché era un mix di persone, colori, attività, bancarelle, negozi, che tanto ricorda quello situato a nord di Loreto.

A ogni modo, che NoLo sia il nostro Boulogne-Billancourt o meno poco conta: quel che è certo è che si tratta di un quartiere perfetto per mangiare tanto, bene e a prezzi poco milanesi. Dato che la scelta è parecchio ampia, ecco una selezione dei nostri locali preferiti.

KungFu Bao

Situato in viale Monza, piena NoLo, questo ristorante cinese è caratterizzato da un arredo particolare e dai colori assai accesi. Ma guai a definirlo kitsch. La sua specialità? Ravioli di tutti i tipi, freschi, fatti a mano e al momento (sia asciutti che in brodo), e il baozi, una specie di panino-focaccia ripieno di carne e verdure tritate, cotto al vapore, tipicamente orientale e indiscutibilmente delizioso. Il servizio è veloce e puntuale, le porzioni assai abbondanti, il cibo ottimo e il prezzo contenuto: prenotate sempre con un po’ d’anticipo, ché nel quartiere ormai è diventato un must.

Tipografia Alimentare

Se nel 2018 non avete mai sentito parlare della Tipografia Alimentare, o siete degli eremiti o avete dei seri problemi di memoria. Dalla mattina all’aperitivo, questo locale cambia pelle ma non filosofia: poche cose, ma buone davvero, una cucina semplice e diretta, le cui uniche protagoniste sono le materie prime. Si parte a colazione con le brioche della pasticceria Rovida da accompagnare a un caffè o un cappuccino direttamente dalla fidata Marzocco; a pranzo primi piatti, insalate, zuppe di stagione, tartare e pane condito; all’aperitivo fino alle 22 vino, olio, salumi e formaggi provenienti da tutta Italia. Il pranzo della domenica qui è un mai-più-senza.

Le Nove Scodelle

Di questo ristorante cinese ve ne avevamo già parlato, ma lo rifacciamo perché riteniamo sia uno dei migliori in città. Le Nove Scodelle del nome annoverano piatti come il pollo kung pao, i ravioli di maiale, le puntine di maiale infarinate con trito di riso tostato ed erbe, gli spaghettoni fatti a mano saltati con mandorle e sesamo. Le verdure bio arrivano dall’Azienda Agricola Bargero di Como; il pollo dall’Azienda agricola biologica San Bartolomeo; le farine dalle Cascine Orsine; le carni sono di Walter Sirtori: tradotto, qui sulla qualità delle materie prime non si transige. Onde evitare di far la parte dei babbi che poi vanno a lamentarsi su TripAdvisor, sappiate che se non amate il piccante avete decisamente sbagliato posto.

La Taverna dei Terroni

Per i residenti si tratta del ristorante più rappresentativo di NoLo. Situato in uno spazio ricavato all’interno del Mercato Comunale di Viale Monza, rappresenta in un certo senso il processo di riqualificazione di cui il quartiere è stato oggetto. Si mangia tarantino, le porzioni di pesce sono abbondanti, il servizio è molto alla mano e il clima è un inno a convivialità e giovialità. Ogni tanto c’è un po’ di approssimazione, ma alla fine chi se ne frega: raramente si spendono più di 25 euro, ci si diverte, si ride tanto e le orecchiette non sono affatto male. Di certo, come direbbero i pubblicitari più convinti, più che una cena è un’esperienza dalla quale non si può prescindere.

Trattoria Mirta

Da Mirta si mangia bene, punto. Lo si fa però dal lunedì al venerdì, a pranzo senza prenotazione (va da sé, andateci un po’ prima delle 13), a cena prenotando con un bel po’ d’anticipo. La cucina dello chef Juan Lema è di terra, stagionale e ispirata alle ricette della tradizione regionale italiana: gli ingredienti provengono da piccoli e selezionatissimi produttori, e vanno a comporre un menù che soprattutto nei secondi trova il suo personale apice. Gastrofighetti con la puzza sotto al naso, astenetevi: i piatti son golosi, le porzioni generose e ampio spazio viene lasciato a fegato, trippa e quinto quarto. Ci si va una volta e ci si ritorna, sempre.

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