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La “zampicure” per cani è la prova che nel Darwinismo qualcosa è andato storto

Se non avevate ancora sentito il termine zampicure dovete essere grati di essere nati nel lato del mondo che in fondo in fondo è perfetto, perfetto, per dirla alla J-Ax. Sappiate che intorno a voi c’è gente che mette lo smalto alle unghie del proprio cane e no, non c’è nessuna esigenza medica in questa pratica.

Dopo quelli che spupazzano il proprio piccolo amico a 4 zampe manco fosse un peluche e quelli che lo vestono da fashion blogger – trattandolo meglio dei propri figli – c’è anche questa categoria: i Giargiana che fan la zampicure o nail art ai propri animali, con tanto di decorazioni adesive e brillantozzi.

Questa barbara quanto inutile pratica estetica è in giro da un po’ e non sembra voler finire nel dimenticatoio. Indovinate? Arriva direttamente dal Regno Unito, patria della ricostruzione unghie, spray autoabbronzante e ciglia finte chilometriche!

Durante quelle che sono lunghe sedute di bellezza, gli animali sono sottoposti a situazioni di stress prolungato. Molti pelosi, tra l’altro, non amano gli vengano toccate le zampe. A far imbufalire molti, però, è il fatto che alcuni dei prodotti utilizzati sono risultati pericolosi per la salute e sostanze come dibutilftalato (DBP), toluene e formaldeide rappresentano un pericolo se inalate o ingerite.

Nel 2017 la British Veterinary Association, capeggiata dal vicepresidente Sean Wensley, aveva condannato questa pratica come inaccettabile, dichiarando che “gli animali domestici non sono accessori di moda” e i prodotti utilizzati sono tossici. Applicare lo smalto sulle unghie dei gatti renderebbe impossibile ritrarre gli artigli, causando un’inutile sofferenza.

Toc Toc, buonsenso sei in casa?

Credit immagine 1,2, Credit immagine copertina

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