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10 Quartieri nascosti di Milano che probabilmente non conosci

Fai ancora il figo in giro perché conosci NoLo? Ti senti uno che sa tutto di Milano perché quando viene il cugino Giargiana in città, oltre al Duomo, gli parli della storia di Lambrate o Isola? Beh, questo significa solo che te la meni un sacco, ma sulla città Imbruttita la tua conoscenza è meno reale di Mark Caltagirone.

Milano è una città sempre da scoprire, e pure in fatto di quartieri non si scherza. Vediamo dove sono alcuni, e la storie di zone meno famose del capoluogo meneghino: se ne conosci almeno la metà, vuol dire che ne sai davvero un bel po’; ma se non ne conosci nemmeno una, vuol dire che è arrivato il momento di uscire dall’Area C, senza aver paura che qualche giargianello di periferia ti attacchi il fancazzismo.

1_Morivione

Siamo nella zona sud, all’imbocco della via dei Fontanili e via Verro. Si tratta di un borgo annesso al Comune di Milano nel 1873. Viale Padova oggi è Beverly Hills in confronto a quello che era Morivione qualche secolo fa: la zona, durante gli anni di Luchino Visconti, Signore di Milano (1339 – 1349), era piena zeppa di briganti, soldati di ventura della Compagnia di San Giorgio sbandati dopo la battaglia di Parabiago (21 febbraio 1339), a capo dei quali si era posto Vione Squilletti. Questi banditi avevano al tempo mandato in supermegasbatti gli abitanti della zona, che decisero di andare da sciur Visconti per chiedergli di mettere fine a quell’agonia: e Visconti taaac fermò i briganti e uccise anche il Vione Squilletti, precisamente il 24 aprile 1339. E così la popolazione della zona, oltre a offrire ai vincitori latte fresco, panna e uova, su di un muro dipinse San Giorgio che ammazza il drago, con una scritta: «Qui Morì Vione». Chiaro ora perché la zona si chiami così.

2_Le Rottole

Un borgo antico che si sviluppava sulla strada che dal Rondò di Loreto, attraversava il borgo, per poi dirigersi verso Crescenzago e, di là, verso Bergamo. Anche questo borgo, decisamente rurale, come Morivione, fu annesso a Milano nel 1873. Le Rottole oggi quindi è un quartiere del municipio tre, famoso per la chiesa di San Carlo alle Rottole (rasa al suolo nel 1963) ma soprattutto per essere il Villaggio degli spazzini: nel 1910 il Comune di Milano decise d’individuare un unico luogo dove autorizzare il deposito dell’immondizia milanese, e la scelta cadde proprio alle Rottole, in una location allora molto lontana, tra le attuali vie Pordenone, Plezzo, Palmanova e Tolmezzo. Nel giro di pochissimo tempo vi andarono così a vivere centinaia di spazzini che costruirono anche delle semplici baracche per sé e le proprie famiglie, creando un vero e proprio villaggio.

3_Mirabello

Il quartiere Mirabello occupa l’isolato posto fra le vie Vassallo, Frignani e Ghislanzoni, e per qualcuno più che Mirabello si chiama quartiere Rodolfo Carabelli. Sono 12 palazzine, costruite una in fila all’altra nel 1939, in piena epoca fascista; e infatti, costruito nel periodo delle sanzioni inflitte al governo fascista, utilizza materiali in economia, escludendo ad esempio l’uso del calcestruzzo armato.

4_Macconago

Il quartiere di Macconagh è a Milano sud, zona lambita a est dalla Via Ripamonti che è parte iniziale della strada provinciale 412 (già statale della Val Tidone). Fa parte del Parco Agricolo Sud Milano e, ci sono ancora abitazioni rurali molto carine, e, soprattutto, il castello di Macconago; sì, perché intorno a Milano c’è un castello, costruito tra il 1330 e il 1340, e dopo un periodaccio oggi è stato rivalorizzato ed è utilizzato per cerimonie ed eventi.

5_Villaggio dei fiori

Nel secondo dopoguerra a Milano si dovevano costruire nuovi quartieri, e tra via Primaticcio e via Lorenteggio il nuovo piano urbano portò alla realizzazione di un complesso di case in legno temporanee che la Finlandia aveva donato alla città, e infatti la zona si chiamò inizialmente Villaggio Finlandese. Poco dopo, però, vennero sostituite con casette minime prefabbricate, a due piani, con il giardino solo nel retro. A tutte le vie della zona vennero dati nomi di fiori, e per questo è appunto il Villaggio dei Fiori, dove, sebbene molte case siano state sostituite, ha mantenuto la sua identità con abitazioni unifamiliari di un solo piano, circondate da un giardino privato.

6_Assiano

Siamo tra Baggio e San Siro. Assiano ha il suo primato: di tutte le comunità aggregate nel tempo a Milano, è l’unica a non aver subito sul suo territorio il benché minimo segno di espansione edilizia, rimanendo niente più che una cascina di campagna. Una chicca rurale (un po’ in declino) a Milano in cui abitano meno di 200 persone; ma nel 1781 gli abitanti censiti della zona erano 18. Ci sono meeting in office in cui siamo di più.

7_Taliedo

Taliedo ha avuto un ruolo mica male a Milano. Siamo a est, tra le vie Mecenate, Salomone e Bonfadini. Annessa alla città (pure lei) nel 1873, deriva il suo nome dalla Cascina Taliedo, la più grossa della zona, che a sua volta prese il nome dalla presenza di numerosi alberi di tiglio. Ma soprattutto a Taliedo si è sempre volato un botto: nel 1910 fu la sede del Circuito Aereo Internazionale, gara di velocità aperta a piloti e apparecchi stranieri; e soprattutto fu uno dei primi aeroporti d’Italia e l’unico Aeroporto di Milano fino alla costruzione di Linate.

8_Calvairate

Calvairate per molti è Piazzale Cuoco, Viale Molise, Viale Umbria, Piazzale Martini o Piazza Insubria. E invece è Calvairaa, dove i crociati, tornando dalla Terra Santa, costruirono una piccola cappelletta dedicata alla Madonna Nascente e al Monte Calvario. Nella zona si trovava a fine Ottocento la Ghiacciaia, la famosa (ora non più) Giazzera de Calvairaa, la più grande di tutta Milano; nel 1912 fu costruito nella zona est del quartiere il nuovo macello della città, mentre dal 1965 c’è il mercato ortofrutticolo più grande d’Italia.

9_Cagnola

Il borgo della Cagnola è un antico quartiere condiviso con i vecchi comuni limitrofi di Villapizzone e Boldinasco. Il nome del luogo ha origine probabilmente da una famiglia che qui aveva un possedimento e che si chiamava appunto in questo modo. Il borgo si sviluppava lungo l’antica via Varesina, che, partendo da Porta Tenaglia, giungeva fino a Saronno e Varese. Appena fuori dal borgo correva la strada del Sempione, che arrivava fino alla Svizzera. Oggi Cagnola sa ancora di vecchia Milano.

10_Quintosole

Quintosole è un borgo posto a lato di via Ripamonti poco prima di Opera, nominato per la prima volta nel 1346 divenne parte della città di Milano tra il 1808 e il 1816. Fa parte del Parco Agricolo Milano Sud, e conserva un aspetto decisamente campagnolo, circondato dai campi e isolato dal resto della città. Anche le costruzioni contemporanee sono state rispettose del paesaggio. In fondo a Via Quintosole inoltre si trova il Casino di Caccia del ‘400, antica, romantica e decadente costruzione attaccata a Casa Confalonieri, una cascina inizialmente di proprietà degli Umiliati che passò, appunto, alla famiglia Confalonieri quando nel 1571 l’ordine venne soppresso per un attentato di un monaco a San Carlo Borromeo.

Articolo ispirato a “Le storie curiose dei QUARTIERI di Milano che nessuno sa dove sono” di MilanoCittàStato

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