3 0

OUT OF OFFICE: i 5 tipi di Imbruttiti in vacanza

Agosto, Milano mia non ti conosco.
Per i milanesi l’ottavo mese dell’anno è quello che sancisce le vacanze estive.
Nelle due settimane centrali di agosto, l’economia meneghina rallenta, ma solo per tornare più forte e veloce di prima a settembre.
La cosa bizzara è che – puntuale come il Natale – ogni anno gli Imbruttiti si fanno prendere dallo sbatti vacanziero.
Come se le ferie estive fossero una sorpresa inaspettata.
Spoiler: arrivano precise ogni anno. E qui torniamo al Natale.
Ma come affrontano i milanesi quei mesi\giorni\attimi pre vacanze?
Uno studio antropologico condotto direttamente dalla sottoscritta su un campione limitato ma variopinto, ha portato alle seguenti conclusioni:

L’Influ-travel

O anche detto il travel blogger, è quell’entità girovaga che sceglie le sue destinazioni solo in base al livello di instagrammabilità.
Non organizza la vacanza con criteri da comuni mortali, come a esempio durata e budget del viaggio, ma pianifica il tutto in previsione di like prendibili e stories pubblicabili.

La sua valigia è composta principalmente da fotocamere di ogni tipo, power bank per avere sempre la carica e outfit già accoppiati e studiati alla perfezione che nemmeno uno studente della Marangoni sotto esame.

Il suo concetto di comodità è distorto: il comfort è assolutamente un valore fondante del suo viaggio, se e solo se questo non si mette tra lui e quella foto meravigliosa che Ferragni scansate.

In questo caso, è in grado di diventare scalatore di vette, medaglia d’oro di tuffi, maestro di yoga. Però non fategli prendere un bus di linea per spostarsi nel centro città. E che il suo volo non sia mai in ritardo. Sia chiaro.

Le sue giornate non sono scandite da ore, ma da tramonti e albe. Per lui non esiste mezzogiorno, ma solo il momento lunch story rigorosamente con cibo etnico coloratissimo o in riva al mare. Viaggiare con lui significa passare le vacanze a scattargli foto in posizioni assurde.

Che spasso!

Il Last-minute

L’obiettivo delle vacanze non è né scoprire posti nuovi, né rilassarsi. L’obiettivo reale, concerto, unico è aggiudicarsi l’offerta migliore. Non importa dove, con chi e quanti scali bisognerà fare per un volo di massimo due ore. L’importante è spendere meno di tutti.

Questo Imbruttito prenota le vacanze solo e soltanto all’ultimo centesimo di secondo, convinto di risparmiare e di essere il più furbo di tutti.

L’idea più sbagliata che circonda il Last-minute è che il suo organizzarsi il giorno prima di partire, gli eviti lo stress della pianificazione sul lungo termine. E invece no, niente di più erroneo. Il Last-minute comincia a monitorare pacchetti vacanze e voli da gennaio.

GENNAIO.

È iscritto a tutte le newsletter di tutti i siti di viaggio e il suo rituale mattutino è confrontare le varie offerte. Ma non si lascia abbindolare; lui sa che l’offerta migliore arriverà quando a Milano ci saranno almeno 34 gradi. E lui aspetta, paziente e analitico, consumato dall’ansia.

Alla fine prenota un pacchetto tutto incluso per una destinazione mediocre, ma lui è felice perché sa che ha optato per la soluzione migliore: un hotel 2 stelle con pensione completa a 15 km da Cattolica.

Il Trav-or

In contrapposizione al Last-minute troviamo l’Imbruttito ansioso, drastico, paranoico e apprensivo: il Travor.

Per lui le vacanze non sono mai fonte di relax ma solo di stress.

Agosto è il mese che teme di più, perché per il resto dell’anno ha passato a pianificare anche il numero di balli di gruppo procapite. Con la partenza, in lui si scatenano tutte le ansie e le paure accumulate nei mesi precedenti. È terrorizzato dal perdere l’aereo, per questo arriva in aeroporto 4 ore prima, nonostante abbia scaricato l’app che lo aggiorna su qualsiasi cosa.

Prenota l’ombrellone a settembre per l’anno successivo; quando si trova a fare delle escursioni in spiagge sconosciute gira con lo Xanax e una mazzetta da cento per essere sicuro di accaparrarsi un lettino. Non ammette imprevisti o deviazioni dal piano iniziale, se questi succedono, etichetta la vacanza rovinata per sempre. Finita.

Gira con un bagaglio-farmacia, in cui tiene qualsiasi tipo di farmaco e oggetti per il primo soccorso. Per questo viene affettuosamente perculato dagli amici che lo chiamano il dottore. Quando però, qualcuno dei suoi compagni di viaggio ha bisogno di un cerotto, lui gonfia il petto e inizia una predica su quanto lui stesso sia una persona meravigliosa, matura e responsabile che nonostante tutti lo prendano per il culo, non si tira indietro quando si tratta di aiutare qualcuno. Perché lui lo sa, in vacanza può succedere di tutto. Meglio essere preparati.

(Toccatevi i gioielli).

Il Guida dipendente

Il suo concetto di organizzazione è imparare a memoria la guida della prossima meta vacanziera. Passa i mesi invernali a leggere, evidenziare e approfondire ogni singola nozione della guida. Spaziando tra libri, Wikipedia e blog. Ogni Natale e compleanno chiede sempre lo stesso regalo: una bella Lonely Planet. Ne possiede un numero indefinito, spesso anche in doppia ristampa, di gran lunga maggiore al numero di viaggi che ha fatto. Questo non gli impedisce – comunque –  di raccontarti per filo e per segno tutte le usanze e i colori dell’India. C’è stato? Mai. Ma ha letto tutte le guide esistenti.

Quando si tratta di organizzare la sua prossima avventura, non accetta consigli da chi c’è stato prima di lui. Si fida solo di quelle 200 pagine rilegate. Non prende in considerazione tappe, attività, hotel e ristoranti che non siano citati nella sua bibbia e passa gran parte delle vacanze a ripetere come un pappagallo le nozioni lette.

Le vacanze per lui non sono un momento di svago, ma la celebrazione di un rito che inizia mesi prima sfogliando un libro e finisce mesi dopo con un bel Abbiamo assaggiato gli involtini di pagina 132.

Il NoSbatty

Tra tutti, questo è quello che non conosce il significato della parola stress. Lui non organizza. Nulla. Non gli interessa dove si andrà. Non gli interessa con chi. Ciò che gli interessa è non dover passare nemmeno un secondo delle sue giornate a pianificare o organizzare, e soprattutto quando possibile ama scroccare. Sia chiaro, non scrocca per limitate possibilità economiche, ma semplicemente perché lo reputa un vanto. Una skill da coltivare. Adora dire frasi del tipo “vado all’isola dell’Elba ospite nella villa di un amico. Non spendo niente e taaaaac anche quest’anno l’abbiamo smarcata”. L’amico in questione, diventa tale solo quando nomina di avere un qualsiasi tipo di alloggio fuori Milano in cui poter bivaccare. Che sia un monolocale mansardato con bagno in comune a Pavia o una bagnarola di due metri a Cesenatico, per il Nosbatty non fa differenza.

Lui non guarda in faccia nessuno, ciò che conta è non avere sbattimenti.

Paradossalmente, il suo passatempo preferito è lamentarsi dell’organizzazione dell’eventuale viaggio\soggiorno\vacanza. Avrà da ridere su cibo, trasporti e paesaggio sminuendo tutto con consigli banali e ovvietà totalmente inutili.

“Certo che due bollicine potevi metterle in fresca”, “L’aereo alle 6 del mattino? Certo che potevamo partire dopo pranzo”. E ha ragione, si potrebbero ottimizzare un sacco di aspetti di quel viaggio, ma sicuramente non sarebbe lui a farlo.

Che sia mare o montagna, che sia città o deserto, qualunque sia il tuo compagno di vacanze Imbruttito, fatti forza, ma soprattutto fatti furbo e scarica sostravel, l’app che ti risolve un sacco di sbatti in viaggio.

Buone vacanze Imbruttiti!

Articolo scritto in collaborazione con sostravel.com

Commenti Facebook


Il Milanese Imbruttito

Una pagina Facebook che nasce dopo un’attenta e imparziale osservazione della città, delle sue abitudini, del suo linguaggio e delle diverse tipologie umano/metropolitane che vivono e lavorano a MILANO.

La chiave e il tono ironico/realista che ne caratterizzano i contenuti, la identificano come riferimento e testimonianza moderna delle dinamiche sociali e dei cambiamenti linguistici all’interno della città.

Il Milanese Imbruttito non è né in orario, né in anticipo, né in ritardo; è già lì!

Vieni a trovarci sui nostri social!