0 0

Ho “spiato” la vostra estate sui social e…oh, ma ce la fate!?

Premessa: non sono qui per raccontarvi la solita storia che Milano è una figata ad agosto, quando molti di voi partono e io invece resto in città a fatturare come un caimano attendendo con trepidazione le ferie (al limite potete rileggere qui).

Devo però confessarvi che ho fatto l’unica cosa che un survivor metropolitano dovrebbe evitare: ho sbirciato la vostra estate sui social. A dire il vero non mi sono fatto malissimo. Vi garantisco che è stato più gratificante della mia serie TV preferita su Netflix, più coinvolgente di una partita della mia squadra del cuore e persino più godurioso della Nutella mangiata dal barattolo.

Partiamo da una breve analisi dei miei contatti. Un piccolissimo spaccato della società che ritengo (o forse, sarebbe più corretto dire, ritenevo) mediamente dotata di senno e, invece…della serie dategli uno smartphone e inizia il delirio!

Il buongiornissimo si vede dal mattino. Neanche il tempo del primo caffè che gli stati Whatsapp si popolano di messaggi di buon augurio per la giornata. Mediamente sono i matusa convertiti al digitale a pubblicare di primissima mattina (mia suocera in pole position!). Ovviamente seguiti da persone che non hanno una beata fava da fare.

Gli stati scorrono mentre mi lavo i denti. Tra immagini di mari meravigliosi, tramonti da sogno e paesaggi esotici, ecco che spunta il mio collega ganassa. Lui vuole fare sapere al mondo che ieri ha mangiato un frittino di calamari durante una crociera da sogno. Peccato che della supernave neanche l’ombra….e i totani assomigliano molto al fritto della pizzeria da Peppino di Baranzate di Bollate.

Salgo sui mezzi e inizio a sbirciare stories, Facebook e Linkedin (che nato come uno strumento professionale a me sembra sempre più simile a Tinder!). Qui veramente scatta il crimine.

Gente che si lamenta dei soldi per tutto l’anno e poi sta al mare per mesi, forse grazie a finanziamenti in comode rate con TAEG tendente a infinito (poi torneranno per lamentarsi dei danè, ovviamente!). Giargiana che dichiarano di condurre uno stile di vita sostenibile e poi vanno in vacanza con un diesel Euro 1 colmo di bottiglie di plastica (d’altronde l’acqua è una risorsa scarsa, no?). Lì confesso di avere iniziato a seguire il profilo di Greta Thunberg.

Il leitmotiv dell’estate 2019 non è stato FaceApp. L’applicazione che simula l’invecchiamento precoce è passata presto di moda, soppiantata dagli esperti di politica da spiaggia. Ho visto gente trollare all’interno di gruppi dedicati al giardinaggio con admin costretti a bannare le persone a Ferragosto. Grazie, anche a nome di Mark Zuckerberg che sarà il sondaggista più affidabile d’ora in poi, a tutti quelli che hanno postato commenti schieratissimi. Grazie a loro credo di aver imparato che forse lo spritz è bipartisan, mentre il mojito un po’ meno.

In piena crisi di governo, mi sono quindi messo a scorrere disperatamente la timeline alla ricerca di una foto in costume brasiliano o di gambe in spiaggia tipo wurstel. Di quelle che riempivano le bacheche gli anni scorsi con centinaia di like e di commenti “ciao bellissima” da parte di follower arrapati. Niente, assolutamente niente! Forse il momento è solenne e la gnocca è passata in secondo piano? Per fortuna mi sono rifatto con le foto e i video della festa dei 28 anni di Diletta Leotta.

C’è anche chi ha postato un video integrale di uno spettacolo pirotecnico in spiaggia che mi sono goduto comodamente seduto sul balcone dallo schermo del tablet. Lì ho capito che è proprio vero che per qualcuno è più importante condividere rispetto a vivere.

Non so se tra i miei contatti c’è qualcuno che dopo questo pezzo mi toglierà il saluto (o l’amicizia). Poco importa. Ora vi devo salutare, che per stare dietro a loro sono già in ritardo.

Buongiorno? Buongiorno un cazzo: prendila tu la sostitutiva tra Udine e Loreto per tutto agosto!

Commenti Facebook


Il Milanese Imbruttito

Una pagina Facebook che nasce dopo un’attenta e imparziale osservazione della città, delle sue abitudini, del suo linguaggio e delle diverse tipologie umano/metropolitane che vivono e lavorano a MILANO.

La chiave e il tono ironico/realista che ne caratterizzano i contenuti, la identificano come riferimento e testimonianza moderna delle dinamiche sociali e dei cambiamenti linguistici all’interno della città.

Il Milanese Imbruttito non è né in orario, né in anticipo, né in ritardo; è già lì!

Vieni a trovarci sui nostri social!