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Lo licenziano, lui si presenta in ufficio con un “supporto morale” d’eccezione: un clown

Cose da pazzi, o meglio, cose che sono all’estero possono capitare. Josh Tompson – copywriter neozelandese – ha deciso di affrontare un difficile momento della propria vita con quella che da sempre è la sua arma vincente: la creatività.

Per affrontare e superare il licenziamento, senza finire con diventare la versione maschile della gattara dei Simpsons, Josh ha fatto sua la terribile freddura sui clownQual è il colmo per un clown? Prendere il lavoro troppo sul serio – portandosene uno in ufficio. Se chiodo scaccia chiodo, risata scaccia…? Ma andiamo per step.

L’uomo, dopo aver ricevuto la terribile chiamata dell’area risorse umane della sua azienda, aveva capito l’antifona. A quel punto i colleghi, forse conoscendo il soggetto e le sue possibili reazioni in vista del terribile colloquio, hanno subito suggerito a Josh di portarsi qualcuno in veste di supporto morale.

Un familiare? Un parente? Macchè, per 115 euro l’uomo ha pagato un clown per fargli da accompagnatore.

Se vi può sembrare una pazzia, dovete ricredervi: il pagliaccio ha fatto il suo dovere. Nonostante cozzasse totalmente con luogo e situazione, è riuscito a stemperare la tensione con il rumore dei palloncini e i pupazzetti fatti con gli stessi. L’insolita trovata ha impedito al neo licenziato di buttarsi dal primo ponte disponibile.

In un’intervista per la BBC Australia, Josh ha dichiarato che la presenza di un clown in una situazione così delicata è stata determinante, e consiglia a tutti di ricorrere a questa pratica.

Poi bhè, nessuno vi vieta di assoldare un metro e novanta di IT.

Credit immagine copertina

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