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Antropologia dell’Imbruttito in palestra: i 5 giargiafisicati che non vorremmo più incontrare

Chi per dimagrire, chi per rassodare, chi per mettere massa: insomma, in palestra ci si va per i più disparati motivi, anche per sfogare la rabbia accumulata dopo una giornata intera in ufficio. Ed è questo, infatti, quello a cui dovrebbero essere finalizzate due ore di sano allenamento e sudore: scaricare le rotture di palle in santa pace. Ma santa pace e palestra sono come due rette parallele, destinate a non incontrarsi mai. Più che un luogo dove allenarsi, la palestra è covo di certe categorie d’individui che ci fanno venire voglia di prendere un peso da 8 kg e sbattercelo in fronte. E dopo anni passati a sollevare kettlebell, è giunto il momento di sollevare polemica contro i 5 tipi di giargiafisicati che preferiremmo perdessero l’iscrizione:

L’AL BANO
Esile quanto un Grissinbon, ma convinto d’avere la stazza di Arnold Schwarzenegger, il giargiafisicato si appresta all’allenamento come se fosse la finale europea di sollevamento pesi. È convinto che tutti non siano lì per allenarsi serenamente, ma piuttosto per fargli da pubblico: l’Al Bano conduce l’intera sessione urlando, ululando, mugugnando, muggendo, traducendo in suono i suoi sforzi muscolari e incidendo così il nuovo singolo 2020 di Vasco Rossi. Che se per caso un medico fosse in spogliatoio e sentisse tali emissioni sonore si appresterebbe in sala già munito di Valium e barella. Noi che credevamo – illusi – di farci 20km sul tapis roulant, e invece siamo finiti sul set del remake de Il pianeta delle scimmie.

LO SLEEPOVER CLUB
Entrano tutte in gregge e si muovono in blocco: Paola viene diretta dal lavoro, Renata ha smollato la figlia ai suoceri, Maria ha accettato l’esterna con Renata spegnendo il sugo sul fornello per cena e Roberta arriva giusto giusto per 10 minuti e poi taaac, deve scappare ché ha un meeting, figa. Insomma: perché andare a fare un aperitivo quando ci si può riunire in concilio ecumenico sulle panche degli addominali e chiacchierare? Perché non capire che un materassino serve anche agli altri e non solo per poggiare meglio il tuo culo per terra mentre parli della tua parmigiana di melanzane? Perché cazzo non vi potevate ritrovare a casa di una? Perché??

IL PERSONAL TRAINER FAI DA TE
È talmente appassionato di palestra che nel caffè non ci mette lo zucchero, ma le proteine, girandolo con un gambo di sedano per integrare le fibre. Lo trovi sempre là, sempre dentro: non importa che sia Natale, che siano le 3 e 40 di notte o che fuori ci sia un terremoto. Lui non si allena: lui È l’allenamento. O meglio, più che allenarsi, ci tiene a farti sapere come TU dovresti allenarti. Prima ti scruta da lontano come se fossi una giraffa allo zoo di Fasano e poi, con modalità sofistica, si avvicina lentamente per trasfondere la sua conoscenza in materia a te che di palestra ne sai tanto quanto Sgarbi di buone maniere. E allora comincia: «Lo sai, l’addominale crunch non dovresti farlo così, ma portando la zona lombare alzata di 33 gradi rispetto al livello del pavimento e del Mar Ionio, in fila per 6 e col resto di 2 respiri» Ma tu lo sai invece che nessuno t’ha chiesto un cazzo?

L’AMICONE
Probabilmente traumatizzato durante l’adolescenza, vede la palestra come un luogo d’incontri: non ci sono sconosciuti, ma potenziali amici. E tra un minuto di plank e 30 secondi di bicipiti, passa un’ora e mezza ad accollarsi come una cozza su uno scoglio di Sestri Levante cercando di interagire, fare il simpaticone. E tu che volevi beatamente toglierti dalla panza il pranzo da 4mila calorie di nonna Pina, ti ritrovi preda di un colloquio conoscitivo per una posizione non richiesta. Ti chiede come ti chiami, quanti anni hai, che lavoro fai; e poi quale è il tuo colore preferito, cosa pensi dell’albume cotto in padella in sostituzione della pasta, se hai visto l’andamento dell’indice Dow Jones nell’ultimo semestre, che cosa ne pensi del paio di scarpe che s’è comprato. E quando finalmente il mobbing finisce, esordisce: «Allora vengo giovedì proprio quando vieni tu, così continuiamo la chiacchierata». No. Giovedì ci vediamo a Rebibbia: tu dentro, io che ti saluto da fuori. Ciao cagacazzo.

IL MODELLO ABERCROMBIE
Fisico michelangiolesco, sembra appena uscito da una pubblicità di Dolce&Gabbana; lui non viene in palestra per migliorarsi ma per farti vedere quanto tu faccia cagare a confronto. Il giagiafisicato non si allena, sfila: con cadenza da passerella a Parigi, solleva il bilanciere soavemente e lentamente, come se lo stessero riprendendo per la nuova pubblicità di un profumo Versace. Ma il suo esercizio preferito rimane quello del riflesso: passa più tempo a specchiarsi che a respirare. Va bene tutto, bello de casa, bravo che ti sei impegnato e che con quegli addominali potresti grattugiarci il parmigiano reggiano, ma anche meno. Anche meno.

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