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Viva la pasta! Ecco qui la classifica dei formati più venduti in Italia

Mi spiace, non me ne vogliate, ma team spaghetti – di qualsiasi spessore e farina – per sempre. Non ci sono farfalle che tengano: a un amante di questo formato di pasta non riuscirete mai a far cambiare idea. Potrà forse adattarsi, piegarsi al volere del padrone di casa di turno, ma mai – dico mai – li abbandonerà. A sostegno della loro estrema perfezione ci sono i dati di AIDEPI – l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane – raccolti in un articolo pubblico su Il Post in cui ci vengono svelati, sotto forma di classifica dei più venduti, i formati di pasta preferiti dagli italiani. Nella nostra Penisola esistono più di 120 pastifici che producono una cosa come 300 formati diversi di pasta.

Non colpevolizzatevi per l’ignoranza in materia: un po’ come nelle famiglie numerose, si conoscono 2 cugini e di tutti gli altri si ignora l’esistenza. Ma torniamo alla pasta in semola di grano duro e a tutti i suoi look. Nell’articolo si chiedeva ad alcune tra le più famose aziende del settore di identificare i formati più venduti qui da noi. A portare la corona sono gli spaghetti – salvo in due casi -, per il resto, ogni tanto spunta qualche specialità regionale come la pasta mista napoletana, utilizzata in alcune ricette tipiche della gastronomia campana; gli spaghetti grossi in Puglia, la Gramigna in Emilia Romagna nella zona di Bologna, e via dicendo.

Le farfalle rimangono il formato prediletto dei bimbi e, in estate, anche degli gli adulti; le penne lisce, tanto amate negli anni Novanta, hanno lasciato finalmente spazio alle penne rigate che si sposano meglio con i sughi. Anni di evoluzione stanno dando finalmente i propri frutti.

Ecco i formati di pasta più venduti, divisi per azienda produttrice:

1_Agnesi:
Eliche (primo posto)
Spaghetti (secondo posto)
Mezze penne rigate (terzo posto)

Questo è il più antico pastificio italiano, fondato nel 1824 a Pontedassio, Imperia. Dal 1999 appartiene al Gruppo Colussi. Al contrario degli altri marchi, la sua personale classifica vede le eliche o fusilli al primo posto, che hanno spodestato, senza troppi complimenti, gli spaghetti. Agnesi propone 33 formati di pasta e i primi cinque venduti coprono il 40% del totale.

2_Barilla:
Spaghetti numero 5 (primo posto)
Fusilli (secondo posto)
Penne (terzo posto).

3_Divella:
Spaghetti (primo posto)
Penne rigate (secondo posto)
Rigatoni (terzo posto)
Elicoidali (quarto posto).

I primi 20 formati di pasta più venduti coprono il 70% del totale. Gli spaghetti, in tutto ciò? Si portano a casa un 18% della fetta, pari a 36mila tonnellate.

4_Granoro:
Spaghetti (primo posto)
Penne rigate (secondo posto)
Vermicelli (terzo posto)
Elicoidali (quarto posto)
Rigatoni (quinto posto).

5_La Molisana:
Spaghetti (primo posto)
Penne rigate (secondo posto)
Fusilli (terzo posto)
Spaghetto quadrato (quarto posto)
Maccheroni (quinto posto).

Per il brand che utilizza solo grano italiano – tra i 100 formati disponibili -, lo spaghetto quadrato rappresenta un pezzo forte.

6_Pasta Armando:
Chitarra (primo posto)
Spaghetto (secondo posto)
Pacchero (terzo posto)
Fusillo (quarto posto)
Rigatone (quinto posto).

Prodotta dal 2002 attraverso una filiera di 1700 aziende agricole italiane, Armando è una linea di proprietà dell’azienda De Matteis Agroalimentare – fondata ad Avellino 25 anni fa – che per l’80% campa di esportazioni. Oltre a un alto contenuto proteico, offre ben 42 formati di pasta tutti chiamati al singolare.

7_Pasta Coop:
Spaghetti grossi (2,5 milioni di pz. l’anno nel formato 500g)
Mezze penne rigate (secondo posto)
Penne rigate (terzo posto).

8_Pasta Reggia:
Spaghetti (primo posto)
Penne rigate (secondo posto)
Fusilli (terzo posto).

9_Rummo:
Spaghetti grossi (primo posto)
Penne rigate (secondo posto)
Spaghetti (terzo posto)
Fusilli (quarto posto)
Mezze penne rigate (quinto posto).

10_Voiello:
Spaghetti (primo posto)
Penne rigate (secondo posto)
Fusilli (terzo posto)
Mezze maniche (quarto posto).

Voiello è un marchio di proprietà Barilla che utilizza grano Aureo – coltivato in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania dal 2009 -, contenente un maggior numero di proteine.

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