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È ufficiale: fatturare troppo può farvi diventare calvi, dice la scienza

C’è da mettersi le mani nei capell… Ah no. Torniamo a ricomporci e a rispolverare giusto quel poco di tatto che basta per raccontarvi l’ennesima batosta appurata dalla scienza. Anche stavolta, come per molte altre ricerche che per anni hanno tenuto impegnate alcune tra le menti più eccelse del mondo, non si è scoperta l’acqua calda. Eppure, eppure un cavolo: anche oggi, ci deprimiamo oggi.

La perdita dei capelli, udite udite, tra le molte cause è provocata dallo stress che a sua volta è prodotto dal troppo… lavoro! Chi lo avrebbe mai detto, seriamente!? A dimostrarlo è uno studio condotto dalla Sungyunkwan University School of Medicine della Corea del Sud su un campione di 13mila uomini – di età compresa tra i 20 – 59 anni – nel periodo tra il 2013 e il 2017.

Per quelli ancora increduli, di fronte a questa scioccante rivelazione, vi diamo un paio di dati in più: i famosi 13mila sono stati divisi in gruppi, utilizzando come criteri il numero di ore di lavoro, lo stile di vita, lo stato civile, il reddito e compagnia cantante. È emerso che chi lavorava di più era maggiormente soggetto a problemi di calvizie.

Giocare agli stacanovisti ci renderebbe stressati. Lo stress contribuirebbe a cambiamenti ormonali come ad esempio quello inerente il cortisolo che – indovina indovinello – influenza anche il cuoio capelluto.

Kyunh-Hun Sun, autore dello studio, non si è solo prodigato a dimostrare che lavorare come i pazzi può provocare l’alopecia, ma ha deciso di dare qualche ottimo e originalissimo consiglio: lavorare meno ore. Relegando in panchina l’ironia, ridurre l’orario lavorativo in paesi come Corea del Sud – dove in media si lavora 50 e più ore a settimana – rappresenterebbe una svolta definitiva che gioverebbe anche alla salute (oltre alla vita privata?).

La prossima volta che volete far tardi in ufficio, rifletteteci bene.

Credit immagine copertina

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