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Instagram ha eliminato la possibilità di vedere le attività altrui, e la mia vita da stalker non è più la stessa

E voi, come state? Vi siete ripresi dalla notizia o siete già in contatto con l’FBI? Avete già cominciato a escogitare modi creativi per sapere quanti like ha messo il vostro ex a quella figa ventenne con le tette più grosse delle vostre o avete direttamente assoldato una spia russa in pensione che lo faccia per voi pro bono?

Dopo aver tolto la possibilità di vedere chi ha guardato le nostre Stories scadute le 24 ore (e, di conseguenza, aver eliminato ogni elemento utile per ricattare o rinfacciare al tipo o alla tipa che ci ha mollati ché comunque l’hai guardato quella Storie di sette mesi fa e ora non capisco perché non mi ami etc etc), dopo aver nascosto il conteggio di like e distrutto i nostri sogni di gloria da futuri influencer pagati per non far niente, ora Instagram ha pensato bene di spegnere le telecamere sulle vite social dei nostri crush giornalieri, ex, futuri mariti, cugini di secondo grado e sorelle di amici bone che hanno superato a pieni voti l’adolescenza. In che modo? Rimuovendo la possibilità di vedere i Mi piace, i commenti e i follow dei suddetti dalla scheda Attività. Sì, proprio quella che scorrevate per ore, magari tra una puntata di una serie tv e un esercizio per i glutei in palestra.

Amici e amiche stalker che state leggendo, vi sono vicino. E mi unisco anche io al dramma che si sta consumando in queste ultime ore nelle vostre – nostre – vite, mentre aspettate con ansia che Salvatore Aranzulla ci riveli i cinque modi gratuiti per scoprire a chi mettono like i vostri follower (l’ha già fatto? Se sì, corro subito a leggere!).

Perché la nostra, cattivi signori di Instagram, non è solo questione di curiosità o voyeurismo digitale. Non è semplice spionaggio o una forma, neanche tanto velata, di disturbo ossessivo compulsivo. Qui state minando alle fondamenta della società e dei rapporti umani.

Voi non sapete, infatti, quante volte ci siamo riuniti con le nostre amiche attorno alla luce blu di uno smartphone per scoprire quanti cuori avesse messo tizio a caio; quante volte abbiamo segnato il giorno e l’ora in cui il tipo che ci piace ha cominciato a seguire l’ultimo/a stronzo/a di turno, per poi impostare una serie di grafici a torte e curve di Gauss e ipotizzare le possibilità che si fossero scritti, visti, e scelto il posto dove vedersi di nascosto (a cui ovviamente seguivano screenshot, avvistamenti, pedinamenti e altre attività illecite degne del KGB). E vogliamo parlare di tutte le volte che abbiamo scoperto follow e unfollow di personaggi famosi e ci siamo direttamente rivolti ad Alfonso Signorini per segnalarlo? Di quante liti tra celebrities sono state rivelate al mondo grazie a questo strumento demoniaco di cui oggi ci state privando? Elisabetta Canalis e Maddalena Corvaglia, ci leggete?

No, voi non lo sapete. O forse sì, ma avete voluto volontariamente infliggerci quest’ultimo colpo per aiutarci a salvaguardare la privacy e la nostra sanità mentale.

Ma a che ci serve la sanità mentale se siamo qui, povere e sole, che scrolliamo Instagram accanto al nostro gatto e a una bottiglia di vino di seconda scelta già mezza vuota?

Articolo scritto da Maurizio Binetti

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