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Addio a Lucio Nisi, l’ortolano re della Notte che fondò il Plastic e lo riempì di stelle

Alcune celebrità, come ha ricordato Alba Parietti in un lungo post su Facebook, lo chiamavamo l’ufficio. Per altri era il punto di riferimento della Milano da bere, il locale in cui fare l’alba sentendosi a casa. Ma il Plastic di Viale Umbria – trasferitosi ormai da tempo in zona Ripamonti – era molto di più. Era (ed è ancora) il custode dei sogni di tutti coloro che si lasciavano stregare dalle luci colorate e dalla libertà di poter essere, almeno per qualche ora, se stessi.

In quelle stanze buie, dall’atmosfera post punk, dark, glam e gay friendly, personaggi come Sting, Elton John, Bruce Springsteen, Madonna, Freddie Mercury, Grace Jones, Boy George, Katy Perry, Andy Warhol, Keith Haring, stilisti, ragazzi in cerca di fortuna, vip e le prime Drag potevano sentirsi davvero liberi di essere, ignari che la storica discoteca anni Ottanta avrebbe riscritto la storia. In una Milano da sempre ricettiva sotto tutti i punti di vista, non poteva che sorgere quello che possiamo considerare la versione tricolore dello Studio54.

Era la notte del 23 dicembre 1980 e a sfidare le temperature glaciali con l’apertura del locale più trasgressivo e innovativo di sempre c’era lui: Lucio Nisi, storico patron, che a 71 anni se ne è andato lo scorso weekend a causa di un tumore. Tra i messaggi d’addio e cordoglio è spuntato anche quello del sindaco Beppe Sala, che ricorda quanto «la città lo ricorderà con gratitudine».

Sì, Lucio se n’è andato e con lui quell’animo rebel e gentile che – una volta subentrato al fratello Lino – insieme all’art director e dj Nicola Guiducci, riuscì a trasformare l‘antro di un vecchio stabile di ringhiera in un posto in cui esserci a tutti i costi, selezione all’ingresso permettendo.

L’ortolano divenuto re della notte, pugliese di Villa Castelli, che si destreggiava tra dancefloor e il negozio di frutta e verdura in zona San Siro, ne ha fatte di cose nella sua lunga vita: nel 2009 si è visto persino insignito dell’Ambrogino d’oro, perché quel Killer di locale era in grado di far strage di cuori. Non a caso, proprio con questo nome, mercoledì prossimo negli spazi dove sorgeva il Plastic di viale Umbria verrà inaugurato un cocktail bar e ristorante.

«[…] E oggi con Lucio amore mio, muore un’epoca e muore per sempre una parte di noi», conclude Parietti. Le cose belle, per essere tali, prima o poi finiscono. Quel che rimane immutato e indelebile è il ricordo.

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