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Ecco come sarà il nuovo edificio di CityLife ai piedi delle tre Torri

Due edifici di grandezze diverse sormontati da un arco che dà origine a un porticato sottostante: sarà così il portale d’accesso a Citylife, lato Domodossola, capitolo architettonico finale del restyling dell’ex quartiere fieristico già orgoglio indiscusso dell’architettura contemporanea milanese.

Il progetto, presentato dai vertici di Generali, rappresenta il completamento dell’area, andando a incorniciare le tre torri Isozaki, Hadid e Libeskind, altissimi volumi verticali di cui il nuovo building costituisce il perfetto contrappeso in senso longitudinale.

Ad aggiudicarsi il compito di ideare lo spazio d’accoglienza di CityLife è l’architetto danese Bjarke Ingels (dello studio BIG-Bjarke Ingels Group) il quale ammette, senza indugio, di essersi ispirato per il suo lavoro alle tipiche porte milanesi sorte in epoca romana e medioevale per delimitare l’accesso in zone strategiche della città.

È forse per questo che il suo progetto è risultato vincitore? Per ora possiamo sbirciare soltanto i rendering super-realistici che lo accompagnano.

Due edifici simili ma non gemelli, di altezze diverse, uniti da un’ampia copertura, andranno a occupare una superficie di 53.500 metri quadri per una lunghezza di oltre 200 metri, e sorgeranno alle spalle delle due palazzine liberty del vecchio impianto fieristico. Soffitti alti tre metri e grandi vetrate faranno da cornice ad ambienti organizzati in openspace che offriranno uno spettacolare panorama sulle Alpi e lo skyline milanese. La passeggiata porticata, con copertura a pannelli fotovoltaici, darà luogo a uno spazio pubblico e vivibile che, arricchito da arredi urbani e giardini, garantirà la continuità con quello privato e con l’area verde preesistente dell’attuale parco di CityLife.

La nuova porta milanese  – inizio lavori previsto per la fine del 2020 – dovrebbe veder la luce entro la metà del 2023. Intanto il suo embrione porta già in sè indiscutibili valori di una proposta progettuale di altissima qualità.

Info e immagini: Wired Italia

Articolo scritto da Maria Teresa Falqui

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