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E anche questo 2019 ce lo siamo levato dai coglioni: il resoconto del meglio e del peggio visti quest’anno!

Duemiladiciannove: trecentosessantacinque giorni di avvenimenti più o meno importanti, ma comunque un puntino invisibile nella storia dell’umanità. Come sempre l’Imbruttito ama osservare la contemporaneità e registrarne gli umori: se tra duemila anni qualcuno vedrà l’archivio delle nostre stories, dei meme e delle notizie di giornale – siamo certi – ne riderà a crepapelle.

Vaglielo a spiegare ai terrestri del 4020 che milioni di loro avi sono stati in ansia per la love story tra Pamela Prati e il fantomatico Mark Caltagirone. Tutto ciò ha oscurato un pochino i riflettori sui Ferragnez. A proposito, nel 2019 sono uscite nuove rivelazioni sul litigio tra il rapper di Rozzangeles e J-Ax. Stica…

Rimanendo in tema musicale, il festival di Sanremo l’ha vinto Mahmood. Se ne sono dette, scritte e postate di tutti i colori. Il popolo del web, come al solito, si è diviso e ha dato vita a una lotta fratricida. Tra chi urlava prima gli italiani e chi voleva addirittura assegnare un Ambrogino d’oro, è venuto fuori che all’anagrafe il giovane e talentuoso cantante dal nome egiziano è più milanese di tanti altri, che le sue canzoni sono fisse in alta rotazione su tutte le piattaforme e che è pure arrivato secondo all’Eurovision Song Contest di Tel Aviv. Ora ai suoi concerti vanno (quasi) tutti e si preannuncia una lunga strada da percorrere…

Sullo stesso mood registriamo le baruffe sul trailer di Tolo Tolo, nuova avventura cinematografica di Checco Zalone. Nonostante i giudizi partiti da ennemila tastiere prima dell’uscita, il film è destinato comunque a essere campione di incassi. Bene, ma non benissimo: ne riparliamo nel 2020.

Anche se in Italia abbiamo imparato a mischiare le sardine con il Mojito, non è che altrove se la passino poi meglio: cari expat del Regno Unito – so che ci seguite in molti – avete vissuto sulle montagne russe della Brexit anche nel 2019. Chissà se nel 2020 il futuro sarà meno incerto.

Diciamo che i destini del mondo dipendono dai capelli – spesso spettinati – di Boris Johnson (& Johnson) e del suo collega USA. Già, quel Donald Trump che vorrebbe tanto essere rieletto, ma nel frattempo si è visto soffiare la copertina del Time da una ragazzina svedese che lo odia visceralmente.

Dietro a Greta Thunberg si è alzato un seguito degno del successo riscosso da altri illustri carismatici personaggi della storia che l’hanno preceduta. Di sicuro il Fryday for Future garantisce che non ci siano sbatti per l’imminente weekendino. Tanto nemmeno i nani vanno a scuola.

È stato l’anno in cui Mauro Icardi è volato a Parigi. Ma probabilemente sarebbe più importante parlare dell’incendio che ha distrutto Notre-Dame. Invece di pensare a Wanda Nara e a Diletta Leotta dovremmo celebrare la Nazionale: gli azzurri, allenati dal CT Roberto Mancini, hanno vinto undici partite di fila, battendo il precedente record di vittorie consecutive che risaliva a parecchi decenni fa.

È bello anche tifare tutti uniti per Sinisa Mihajlovic, simbolo e speranza per le persone in guerra contro un tumore. Battaglia che purtroppo si è portata via Nadia Toffa, la sua voglia di vivere e il suo sorriso, ma non la sua memoria che rimane indelebile.

L’anno in cui figa piove sempre a Milano e poi Venezia finisce a mollo causa acqua alta. Il 2019, in cui ci siamo divertiti con FaceApp, giocando come dei pirla a invecchiare precocemente. L’anno in cui un libro di Giulia De Lellis è stato il più venduto su Amazon ed è stato lanciato il primo corso di laurea per influencer. Nel mentre Andrea Camilleri scuote la testa da lassù.

Un 2019 che stiamo tutti salutando con la speranza che l’anno prossimo sia migliore, pieno di salute, Figa (o Cazzo, dipende dai gusti) e Fatturato. Insomma pensando all’anno Dolceamaro che è appena passato, non possiamo che augurare un buon 2020 Imbruttito a tutti!

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