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Rischio truffe: ecco perché quest’anno non si deve abbreviare 2020 nei documenti

Si sa, l’inizio di un nuovo anno porta con sé molti cambiamenti, almeno sulla carta. Tra questi c’è sicuramente la difficoltà iniziale nel ricordarsi di scrivere la data giusta. Dai, lo sappiamo che succede anche a voi: dopo 365 giorni a scrivere 2019 nei vari documenti e fatture, c’è da ricordarsi che è arrivato il 2020.

Attenzione però, perché quest’anno bisogna prestare attenzione a un’altra abitudine molto diffusa, ovvero quella di abbreviare l’anno con le ultime due cifre decimali. Stando a quanto dicono gli esperti, infatti, per motivi di sicurezza, a sto giro dobbiamo ricordarci di scrivere la data per intero. 2020, non ’20.

Scrivendo ’20 nei vari documenti come mutui o assegni, potremmo servire su un piatto d’argento l’occasione di farci truffare. I malintenzionati potrebbero infatti modificare con facilità la data: aggiungendo un semplice 21 si può posticipare di un anno una determinata scadenza. Oppure anticipare la data di un documento, per esempio facendo diventare 20 un 2005.

L’allarme è stato lanciato dalla Polizia statunitense e diffuso dalla CNN. Per il momento sembra che nessuno abbia approfittato della situazione, ma sappiamo tutti molto bene che prevenire è meglio che curare.

Figa, prima di tutto RICORDARSI DI SALVARE IL FATTURATO!

Articolo scritto da Francesca Solazzo

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