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L’età in cui siamo più infelici? I 47 anni, sostiene la scienza

Se hai 30 anni e ti senti triste, sappi che il peggio deve ancora venire. Dai, si scherza. C’è di vero, però, che un professore del Dartmouth College, David Blanchflower, ha scoperto che la crisi di mezza età non è solo una scusa per mariti infedeli. Blanchflower è stato in grado, infatti, di individuare l’età in cui raggiungiamo il picco di infelicità: 47 anni. Lo studio, distribuito dal National Bureau of Economic Research, ha analizzato i dati di 132 paesi, di cui 95 in via di sviluppo e 37 sviluppati, per determinare la connessione tra benessere ed età.

È venuto fuori che ogni paese ha una curva della felicità a forma di U, con il punto più basso a 47,2 anni per i paesi sviluppati, a 48,2 anni nelle nazioni in via di sviluppo. Blanchflower ha scritto che i parametri di infelicità utilizzati nello studio includono sentimenti di “disperazione, ansia, solitudine, tristezza, depressione, nervosismo, insonnia, fobie e panico”. Il professore ha poi spiegato che anche globalizzazione e crisi finanziaria sono in parte responsabili di questo down. Positivo, invece, il matrimonio: secondo lo studio le persone sposate sono “significativamente più felici di quelle single”.

Comunque, il fatto che l’età peggiore sia indicata alla fine dei 40 anni non deve stupire: questa è la generazione sandwich di chi è stretto tra le responsabilità legate alla propria famiglia e ai figli, e i doveri verso i genitori ormai anziani. “Dal punto di vista finanziario, da un lato devono aiutare i loro genitori, dall’altro devono pagare per l’educazione dei loro figli”, ha dichiarato alla CNBC Johnny Taylor, presidente e CEO della Society for Human Resource Management. “Questo stress si manifesta e influisce sul lavoro”.

Anche il rammarico e l’incertezza possono incidere parecchio: secondo Neda Gould, psicologa clinica e direttrice del Mindfulness Program presso l’Università statunitense Johns Hopkins, “a quell’età guardiamo indietro alle esperienze di cui potremmo pentirci e poi guardiamo avanti e ci chiediamo come potrebbe essere la fase successiva. Questo può causare ansia”.

Niente paura, in mezzo a tutta ‘sta infelicità c’è pure una buona notizia. Dopo questo periodo piuttosto merdoso, le cose iniziano a girare meglio. Del resto si sa, quando tocchi il fondo non puoi fare altro che risalire: e così questi infelici 47enni impareranno a riaggiustare le aspettative su se stessi e ad apprezzare le cose belle della vita. Oh, lo dice la scienza.

“A un certo punto s’impara a essere più presenti nel momento e grati per le cose che abbiamo – ha spiegato alla CNBC Tess Brigham, terapista di San Francisco – Potresti non essere in grado di vendere tutto e comprare una barca per navigare in giro per il mondo, ma puoi apportare piccole modifiche per avere comunque la vita che desideri.”

Articolo scritto da Wendy Migliaccio

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