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Storie di ordinaria follia: fermata a Malpensa con un cranio e ossa nella valigia

Nelle valigie, si sa, c’è chi ci infila un po’ di tutto in barba ai divieti: fauna e flora che potrebbero devastare interi ecosistemi, souvenir illegali, oggetti di contrabbando, cibo fresco non correttamente conservato. Insomma: il pudore non sta di casa, così come il buon senso. Poi c’è chi – come la protagonista della nostra storia – supera ogni aspettativa e immaginazione, facendo venire un colpo alla Guardia di Finanza.

Lo scorso ottobre (la notizia è stata diffusa solo negli ultimi giorni), durante un controllo di routine all’aeroporto di Malpensa, le Fiamme Gialle si sono imbattute in un macabro ritrovamento: un centinaio di frammenti di ossa con tanto di cranio.

La proprietaria, una donna 40enne in arrivo da Cuba, si è subito prodigata a rassicurare candidamente gli agenti: le ossa erano semplicemente i resti di uno scimpanzé, niente di più. A una prima occhiata, però, ai militari sono sembrati resti compatibili con un essere umano e quindi, dopo averli fotografati, hanno inviato il materiale agli esperti del dipartimento di scienze biomediche dell’università di Milano.

La notizia è trapelata solo in questi giorni, a seguito dell’indagine aperta dalla procura di Busto Arsizio per far chiarezza sulla presunta origine del materiale.

Infatti solo le analisi istologiche biomolecolari potranno determinare l’esatta provenienza di questi amabili resti, specificando anche grazie al Dna se si tratti di uno o più corpi.

A prescindere, l’importazione di animali vivi o morti è illegale senza i dovuti permessi. Non ci vuole un genio – e nemmeno un Giargiana – per capirlo.

Credit immagine copertina

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