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Fare i fighi adottando una statua del Duomo: si può fare!

Ok, il titolo è volutamente gigione: diciamo che non è (ancora) possibile portarsi a casa una statua del Duomo di Milano, da sfruttare magari per eventi radical chic o come arredo fighetto vicino alla poltrona. Però sì, si può adottare una delle meravigliose sculture della facciata della cattedrale.

Come? Quando? Perché? Ora spieghiamo tutto. La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano ha deciso di dar vita a una campagna di raccolta fondi dal nome Adotta una statua, per sensibilizzare città e cittadini sulla necessità di conservare e valorizzare le opere che arricchiscono la cattedrale. Il progetto è rivolto a privati, aziende e persone giuridiche che vorranno sostenere economicamente la pulitura o il restauro di sculture ed elementi architettonici delle facciate. Dopo essere stata riportata al suo antico splendore, l’opera potrà essere prestata al benefattore per un anno, rinnovabile fino a un massimo di tre anni. Poche, semplici regole: il contributo annuale richiesto è di 25mila euro (15mila per i Grandi donatori che sostengono già altri progetti) e l’azienda sarà obbligata a esporre l’opera in un ufficio o uno spazio aperto al pubblico.

Al momento le opere che si possono adottare sono 10, tra statue ed elementi decorativi, e sono state scelte dalla Veneranda Fabbrica in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio; sono state realizzate in marmo di Candoglia, come tutto il rivestimento esterno del Duomo, ed essendo molto delicate (gli agenti atmosferici negli anni non hanno ovviamente favorito la loro conservazione) sono state rimosse dalle facciate e sostituite da copie. Si tratta di opere che non necessitano un lavoro clamoroso: ora si trovano in deposito nel cantiere dei marmisti di via Brunetti (viale Certosa), dove avverrà il restauro. Tra queste meraviglie spiccano generi e dimensioni diversi: si va dagli oltre due metri di altezza del San Longino, scolpito nel 1833 da Pompeo Marchesi, al San Matteo Apostolo di Gio Battista Brunetto del 1727, alto 67 centimetri.

Il progetto ha già trovato l’interesse di Banca Mediolanum, che ha adottato il restauro della scultura del Santo con Tunica corta: l’opera, è esposta dal 12 Dicembre 2019, in prestito temporaneo, a Palazzo Biandrà (Via Tommaso Grossi 9), casa di consulenza Mediolanum, dove resterà un anno per poter essere ammirata da tutti, gratuitamente.

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Articolo scritto da Wendy Migliaccio

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