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Diario tragicomico della mia prima settimana di quarantena

Siamo tutti in quarantena. Finalmente l’hanno capito anche i più ciaparàtt, come si dice qui a Milano. Bisogna restare a casa eliminando ogni spostamento non necessario.

Ok, ma la vita può e DEVE continuare. Anche in questo periodo dobbiamo svegliarci con il viso predisposto al sorriso, senza andare in sbatti. Per questo, ho deciso di scrivere un diario. Non lo terrò nel cassetto, ma ho deciso di condividerlo con tutti gli Imbruttiti come me. Anche per scambiarci qualche idea. Ecco cosa è capitato nella mia prima settimana di quarantena.

GIORNO 1_Consapevolezza

Ho progressivamente scoperto lati nascosti del mio carattere. Non sapevo di essere ipocondriaco. La mia presa di coscienza è stata abbastanza rapida. Senza bisogno di decreti ho innalzato presto il livello dello scontro. Subito dopo il primo caso a Codogno già guardavo malissimo chi mi porgeva la mano. Quando sono stato costretto a stringerla a qualcuno, appena fuori dal campo visivo dell’altra persona ho fatto fuori flaconi di amuchina. Poi, a inizio settimana, mio malgrado, ho dovuto portare l’auto dal meccanico per una revisione obbligatoria. Anche se non c’è proprio l’intenzione di usare la car, quando mi è stata restituita ho passato ore in box a sanificare gli interni con abbondante alcol. Serata etilica.

GIORNO 2_Barba e capelli

Ho letto su qualche sito di tuttologia che la cura dell’estetica personale è fondamentale in questi frangenti. Per l’happy hour con il Crodino nel tinello bisogna mostrare un outfit adatto al più figo degli eventi del Fuorisalone. Già, ma i capelli crescono lo stesso. Come fare? Idea! Recupero dal fondo di un cassetto un regola-capelli. Lì ci era finito mesi fa, per smaltire i punti fedeltà di qualche super che stavano scadendo. Era destinato a essere riciclato per qualche regalo in futuro. Lo affido alle sapienti mani della mia dolce metà – che nella vita lavora in office – e nel giro di dieci minuti il risultato è più che accettabile! Mando comunque un abbraccio virtuale al mio parrucchiere. Non ti preoccupare, tornerò! Mi mancano le nostre discussioni sul derby mentre mi punti il rasoio al collo.

GIORNO 3_Mood Salvatore Aranzulla

Se qualcosa può andare male lo farà. Si chiama legge di Murphy e tutti la conosciamo benissimo. La connessione salta, il PC s’impalla, la lampadina si brucia. Grazie ai tutorial sul web però c’è una soluzione a (quasi) tutto. Basta mettersi lì con le doti Imbruttite del problem solving e un po’ di pazienza. Sono retrocesso di colpo a uno stadio primordiale dove vige solo la legge dell’autosufficienza. Nel caso si guasti qualcosa di meno easy da riparare ho già iniziato a rivedermi tutte le puntate di MacGyver.

GIORNO 4_L’attività fisica

Prima ha chiuso la palestra. A ruota la piscina. Infine i parchi. Nemmeno nell’orto urbano è opportuno fare un salto. Va bene combattere il virus, ma la salute va mantenuta a 360 gradi. Per evitare crescite esponenziali di colesterolo vado in cantina e tiro fuori il Giargia Jolly. Una scatola tutta impolverata. Contiene un pedalatore ripiegabile da salotto. Anche quello deriva da qualche raccolta punti. Ok passare le serate davanti alla televisione, ma non scordiamoci mai che nella vita bisogna PEDALARE!

GIORNO 5_La spesa

Stiamo combattendo una guerra dal divano, non una carestia. Eppure dopo avere fatto la coda, una volta conquistato l’ingresso del super hai la stessa sensazione di quando sei riuscito a entrare nel padiglione del Giappone a Expo 2015. Mentre faccio queste riflessioni muovendomi circospetto tra i surgelati e i biscotti mi capita di dover cazziare un vecchietto che mi sta troppo vicino nel reparto ortofrutta. Mentre dentro di me sono pentito (anche se l’ho fatto per il bene di entrambi) ovviamente come un pirla mi scordo le uova. Rifare la coda? Non ci penso nemmeno. Mangerò altro. Anche per rispetto di tutti i commessi e delle persone che lavorano nella distribuzione al pubblico di generi di prima necessità. Come il personale sanitario impegnato in una lotta senza precedenti, anche loro sono eroi!

GIORNO 6_ Il Flash-mob

Trovarsi tutti sul balcone alle ore 12 e fare partire un lungo applauso. Può sembrare una giargianata, ma non lo è affatto. Sono metodi collaudati a Wuhan per tenere alto il morale delle truppe casalinghe cinesi. Esco con leggero anticipo e non vedo nessuno, poi sento un ticchettio in lontananza. Qualcuno ha cominciato ad applaudire. Mi associo immediatamente. Pian piano la gente esce sul balcone. Da due siamo quattro, otto, sedici..perché di contagioso non c’è solo il virus, ma anche la voglia di sconfiggerlo.

PS: non ho né foto né video del flash-mob perché ero troppo impegnato a battere le mani!

GIORNO 7_La vita sociale

La domenica è il momento migliore per pianificare la settimana. Impegni lavorativi e sociali….ah no…solo lavorativi. In quel momento mi prende un po’ di sconforto. Ripenso subito a una conversazione su messenger con due amici di qualche ora prima. Alla prima occasione utile compriamo la stessa bottiglia di vino per stapparla insieme contemporaneamente via Skype? Non pensiamo sia un problema bere un bicchiere in più, tanto nessuno deve guidare per tornare a casa. Riprendo immediatamente in mano lo smartphone. Raga ho voglia di sbocciare: bolla, bianco o rosso?

Ed eccoci qui. La prima settimana di quarantena è passata. Mi ha scritto addirittura una mail l’amministratore delegato di Ryanair per ricordarmi di chiedere il rimborso dei voli cancellati. Clicco subito, TAAC! Mr O’Leary ridammi il grano.

Lo so, è triste dover rivedere e posticipare tutti i programmi a data da destinarsi. Non poter abbracciare le persone care che vivono da un’altra parte. In questo momento però c’è bisogno di noi per una battaglia da combattere. Qui e ora. La durata di questa quarantena dipende proprio dai nostri comportamenti. Perché anche se vorremmo tornare alla normalità già da domani, ricordiamoci sempre che POI è diverso da MAI!

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