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Lode al pigiama e allo smart working: sui social impazza la quarantena fashion week

Se pensavate di dovervi iscrivere, al termine di questo periodo di reclusione, al gruppo di sostegno per collezionatori anonimi di calzini a fantasia, abbiamo una notizia meravigliosa: non è necessario. Dovete sapere che sono il must-have dell’evento più atteso del calendario italiano: la quarantena fashion week.

Il trend del momento, infatti, è lavorare in smart working con l’outfit più #comfy possibile. I corpi di liberano dalle costrizioni di camicie inamidate, completi che lasciano in bella vista il gambaletto abbinato alla cravatta, tubini fascianti, jeans push-up e tacchi da zia Pinuccia. Via libera a flanella, pile, ciabatte in plastica, magliette oversize, giacche eleganti abbinate al pantalone del pigiama rigorosamente a fantasia.

In questo tripudio di materiali, volumi, stampe e accessori di dubbio gusto, se la divina Anna Dello Russo ci ricamerebbe almeno 5 numeri di Vogue Quarantine, una ragazza di 39 anni ha deciso di raccogliere le testimonianze fotografiche di questi pionieri della moda in un account Instagram: Quarantena Fashion Week, per l’appunto, la rivincita del look casalingo.

Ad avere la brillante idea è stata Francesca, una ragazza calabrese con base a Roma: «Quando ho realizzato che tutti, proprio tutti, avremmo passato parecchi giorni a casa il mio pensiero è andato verso chi, come gli influencer, vive di sponsor e spesso guadagna con il famosissimo look of the day fotografato allo specchio o in ascensore. Ho pensato che anche noi comuni mortali avremmo indossato mise orrende e sciatte ed ecco qui l’idea. Da quello che vedo dalle numerosissime foto siamo tutti brutti, sciatti e annoiati e la cosa mi diverte parecchio. Alla fine la pandemia di sta dimostrando democratica, non esistono grandi firme, differenze sociali, stiamo rendendo l’Italia un enorme pigiama party», ha raccontato la ragazza.

Alcuni abbinamenti, è il caso di dirlo, farebbero venire una sincope persino a Jeremy Scott e dovrebbero essere dichiarati illegali in almeno 10 regioni. Ma chi siamo noi per giudicare? Solo la capitale della moda italiana!

Vi lasciamo qui il link, buona visione!

Credit immagine copertina

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