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Una pandemia globale non è una buona ragione per scrivere al tuo ex (o rispondergli)

Ho sempre sognato di tenere una posta del cuore; e quale momento migliore di una quarantena forzata chiusi nelle nostre case per provare a inaugurarla?

Purtroppo non c’è nessuna lettera a cui rispondere (a proposito, fatemi felice, regalate una gioia a un povero disperato chiuso nei suoi 28 metri quadri di appartamento senza balcone, mandate i vostri pizzini d’amore a d.biaggi@ilmilaneseimbruttito.com: rendiamo questa pandemia un lonely hearts club collettivo), ma una questione di cui parlare che oserei definire non più rinviabile, cui dare un freno prima che sia troppo tardi.

È tutto riassunto nel titolo, ma se siete arrivati fin qui, buttando qualche minuto del vostro tempo, è perché conoscete perfettamente il rischio (o perché avete un’amica o un amico che vi ha girato questo link obbligandovi a leggere. Amici, l’editoria vi ringrazia): è il momento giusto per scrivere al proprio ex ragazzo? O ex ragazza? No, non lo è.

So che l’idea vi è passata per l’anticamera del cervello in questi giorni di isolamento o – ancor peggio – di convivenza malinconica e forzata con coinquilini, famiglia o nuovi fidanzati – pessima idea ritrovarsi a convivere nel pieno di un’epidemia, eh?

Ma il fatto che ci abbiate pensato – e forse ci penserete ancora – non è una ragione sufficiente per dar sfogo alle vostre pulsioni più abiette. È una pessima idea, e i motivi si sprecano.

Concentriamoci su di voi.

Siete in un momento di (relativa) serenità? Ve lo dico io, no. Qualsiasi fosse il vostro stato d’animo precedente agli ultimi avvenimenti, una pandemia globale è entrata a gamba tesa nella vostra vita sconvolgendone tutti gli equilibri, mettendo in discussione sogni, progetti, attese e aspettative. Nella situazione attuale, non avete neppure la consolazione di poter proiettare tutta questa energia bistrattata in progetti futuri, perché hey, come si può fantasticare su qualcosa se a breve i cani saremo obbligati a farli pisciare nella doccia? (Non penso che questo accadrà veramente nda).

E qui si crea il cortocircuito: più aumenta il senso di solitudine, e l’impressione che tutto si sgretoli sotto i nostri piedi, maggiore sarà la tentazione di tornare con la mente (e poi con un messaggio) a quei luoghi in cui sono depositati i ricordi più rassicuranti e le persone con cui li abbiamo condivisi. Ex fidanzati/e su tutti.

È umano, ma il fatto che sia umano e non, che so, tigroso, non lo rende più sensato. No. Fine. Caput.

La persona con cui avete chiuso una storia, a prescindere dalle ragioni, dalle colpe e dalle scelte, non è più quella con cui avete condiviso quei momenti che appartengono a un passato (mai così) remoto. Voi non siete più gli stessi di un tempo: cullarsi nella consolazione che dall’altra parte ci sia ancora qualcuno pronto a capirci, a offricrci una spalla (quando – vi do uno scoop – è molto probabile non sia così), può scontrarsi con una realtà resa ancora più dolorosa dal bizzarro e distopico momento storico che stiamo vivendo.

Tutto chiaro? Pensate di voler sentire una persona, ma quella persona non esiste più. Non come la volete, perchè nel frattempo siete cambiati entrambi. E lo stato di debolezza in cui fisiologicamente e legittimamente vi trovate (ci troviamo) non vi spinge alla scelta più lucida e matura. Possiamo essere meglio di quello in cui la quarantena sta provando a trasformarci.

E se è l’ex a farsi vivo? O farsi viva? (ah, piccolo disclaimer, non è un discorso rivolto a ragazze o ragazzi. Siamo tutti sulla stessa barca, con la differenza che le ragazze stanno leggendo perché interessate, i ragazzi sono qui “solo per dare un’occhiata”, come da Foot Locker – seh, lallèro)

Bene, la pandemia c’è per tutti. Dopo esserci concentrati su di voi (CHE ORA NON AVETE PIÙ SCUSE. Ripetiamolo insieme) valutiamo l’eventualità in cui sia l’ex o la ex a farsi vivo/a. Cosa dobbiamo fare? Bloccare e non rispondere.

Crudi. Spietati. Diretti. Come si dice dalle mie parti, la guerra è guerra per tutti. Tutelarsi sopra ogni cosa.

Inutile rimuginare sui bei tempi andati in attesa che la quarantena finisca e si torni tutti a fare ghosting – perché non penserete davvero che l’altro si rifaccia vivo/a una volta ripresi i tornei di calcetto o le cene con le amiche, vero? Ah, ecco. Date un taglio netto: quello che si poteva risolvere prima di una situazione come questa è stato risolto. Le relazioni che, per mille motivi, non hanno trovato un equilibrio prima, non lo raggiungeranno certo con uno scambio di messaggi nei direct di Instagram nel pieno della notte durante un coprifuoco senza data di scadenza. Guardiamo in faccia la realtà. Meglio un blocco oggi per un chiarimento domani, che un pasticcio notturno senza sbocchi.

Poi oh, qui si sta parlando per sommi capi, ogni storia è a se stante (questa è la parte che la mia coscienza mi sta spingendo a scrivere per fare il paraculo in caso di varie ed eventuali obiezioni. È UNA POSTA DEL CUORE, MICA UN PAPER SCIENTIFICO, OK?)

Dopo aver vagliato tutti gli scenari, siete libere/i di fare quel che vi pare. È facile diventare sentimentali durante una crisi e questo non è un decreto del Presidente del Consiglio, d’altronde. Purtroppo non ci sarà, né ora né mai, alcuna pandemia per la quale ci vieteranno di scrivere ai nostri ex. Nessuna volante della polizia che venga a farci 4000 euro di multa: (per fortuna) possiamo contare solo su noi stessi.

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