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Lo smart working innalza la produttività, ma si lavora anche molto di più. I primi dati

È stata una chimera per molto, moltissimo tempo. Uno dei più grandi misteri della storia dell’uomo insieme a quelli di Fatima, l’Area 51 e Mark Caltagirone. 

Per anni abbiamo guardato gli amici di ritorno dall’estero con la stessa espressione con cui Alberto Angela è solito guardare gli australopitechi.

“Quindi mi stai dicendo che… che… il tuo capo ti lascia lavorare da casa?”, con conseguente crash di sistema del nostro povero cervello che neanche il millennium bug

Ora, inutile dire che avremmo di gran lunga voluto dimostrare ai nostri boss l’efficacia del lavoro in remoto in circostanze meno tragiche, ma numeri alla mano, i primi dati emersi sembrano essere in netta antitesi con i luoghi comuni che da sempre vanno a braccetto con lo smart working

In questi giorni Citrix, azienda americana leader nei sistemi di business continuity, ha condotto (tramite Onepoll) un sondaggio che ha coinvolto oltre 5000 lavoratori provenienti da tutto il mondo, Italia inclusa. 

Una serie di domande volte a misurare l’adattamento dei dipendenti alle nuove routine lavorative. Novità che, sempre secondo la stragrande maggioranza degli intervistati, sono destinate ben presto a diventare la normalità. 

Un dato salta immediatamente all’occhio, specie pensando a tutti quei datori di lavoro che hanno sempre visto nello smart working la perfetta anticamera del fancazzismo: si lavora di più e si lavora meglio.

In tutti i paesi gli intervistati sono assolutamente concordi nel sottolineare come questo isolamento forzato abbia non solo portato a lavorare un numero di ore uguale o superiore a quelle tradizionali, ma per di più che il numero di ore dedicate siano state molto più produttive.

“Il lavoro a distanza implica un modo completamente nuovo di pensare e operare e può essere un adattamento difficile per dipendenti e datori di lavoro”, il commento di Donna Kimmel, chief people officer di Citrix. “Ma gli affari devono continuare, anche in tempi di crisi. E come chiarisce la ricerca di OnePoll, le aziende che offrono ai propri dipendenti gli strumenti giusti possono aiutarli a effettuare la transizione, ed emergere più forti quando le condizioni miglioreranno”.

Perché diciamocelo, casa, ufficio, giardini pubblici o Starbucks poco importa.

Basta che si fatturi, figa, basta che si fatturi… 

Photo by Parker Byrd on Unsplash

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