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Vi racconto come il canale 34 mi ha svoltato la quarantena: filmoni H24 e passa la paura

Oh, ma voi lo guardate il canale 34 del digitale terrestre?

In realtà si chiama Cine34 ed è attivo da gennaio. Io l’ho scoperto solamente qualche settimana fa in tempi di lockdown. Da allora il sapore della mia quarantena è decisamente cambiato.

Tutto è partito durante una triste e uggiosa domenica pomeriggio di marzo. La settimana al lavoro era stata parecchio difficile. L’umore? Praticamente a terra. La serie A? Non si giocava nemmeno a porte chiuse. Anzi, l’unica porta chiusa era proprio quella di casa mia. Con me dentro 🙁

Bighellonavo così. Inquieto. Facendo distrattamente zapping tra il divano e il letto. E di colpo il miracolo! In TV danno Alex l’Ariete. Protagonisti Alberto Tomba e una giovanissima Michelle Hunziker.

Ricordo l’epoca in cui era uscito quel filmone. Doveva essere il 2000, o giù di lì. La pellicola fu seppellita dalle critiche. Non bastava essere una bomba sugli sci (Albertone) o sexy (Michelle) per conquistare il pubblico.

Vi confesso che del film che avevo davanti non me ne fregava più di tanto, ma ho iniziato a sghignazzare con gli amici chattando sulla mia scoperta televisiva. La quarantena ora appariva un po’ come il mese di agosto, quando i palinsesti della televisione in chiaro regalano emozioni ai pochi che ne sanno cogliere l’essenza.

Da allora quel canale, il 34, è diventato la prima scelta di ogni serata. Un giro si fa sempre prima di accendere i servizi di streaming che tanto ci fanno sentire fighi in questo periodo. E spesso sul 34 ci rimango…

Con gli amici è nato in tempo zero una sorta di gruppo d’ascolto diffuso. Quando inizia un film interessante parte spontaneamente il tam tam su Whatsapp. Solo pellicole cult. Volete mettere una domenica con Renato Pozzetto aka Artemio e la Maria Rosa ne Il Ragazzo di Campagna? Serata assicurata. TAAAC!

O ancora Grandi Magazzini, film che raccoglie il gotha della comicità italiana anni ’80. Michele Placido, il direttore. Infastidito dall’artista di strada Nicola Abatecola interpretato da Lino Banfi (C’era lei a Bogotà? E che si incazza a fa’) o il fattorino Fausto Valsecchi (sempre Pozzetto) alle prese con l’alano (Venga, venga! L’ho fatto castrare).

A seguire le risate continuano con il primo Pieraccioni, quello de I laureati, gruppo di sgangherati studenti fuori corso nella Firenze degli anni ’90: Leonardo, Rocco (Papaleo), Bruno (Gianmarco Tognazzi) e Pino (Massimo Ceccherini). Ben sappiamo che nei film del regista toscano c’è un leitmotiv…la GAFI. Con tutto il rispetto per tutte quelle dei film successivi, Maria Grazia Cucinotta semplicemente TOP!

Il canale 34 non ti lascia mai solo, un po’ come il Papa ogni giorno a colazione. Qui però trasmettono Attila Flagello di Dio. Sono le 7.30 del mattino e non riesco proprio ad accendere il PC per lavorare. Io sono Attila: A come atrocità, doppia T come terremoto e tragedia, I come ira di dio, L come laco ti sangue e A come adesso vengo e ti sfascio le corna! Rido da solo, come un pirla. Non riesco a fermarmi…

Insomma, se la giornata inizia così tutto ha un altro senso. Non vedi l’ora di staccare per accendere la TV. Può capitare che stiano trasmettendo Bianco, Rosso e Verdone. Non importa vederlo tutto per la centesima volta. Per restituirti il buonumore serve solo una battuta della Sora Lella all’imbranato nipote…In che senso??

Un tripudio di attori che hanno fatto la storia della commedia all’italiana si alternano nel palinsesto. Dalla sexy Edwige Fenech a Christian De Sica. Da Paolo Villaggio a Massimo Boldi. Filmoni di Pierino e Totò.

Sì, ma è roba vecchia, trita e ritrita. Perché è così speciale?

In realtà il canale 34 ci catapulta in una società diversa. Qualcosa che molti di noi hanno vissuto di persona. Altri ne hanno sempre sentito parlare con toni trionfalistici. Un’epoca spensierata, irriverente, abbondante e goliardica. Lontana anni luce dalla situazione attuale. Dove le seghe mentali stavano a zero (per quelle non mentali dipende dall’orario e dal palinsesto). Forse è proprio per questo che ora è diventata una droga. Non ne possiamo più fare a meno. Il Biscione ha vinto ancora. Chapeau!

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