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In piena emergenza Coronavirus c’è pure chi inaugura un nuovo ristorante a Milano

Chi avrebbe mai pensato, in questo periodo, di sentire o leggere: Apre un nuovo ristorante a Milano. Che frase meravigliosa, che emozione. Certo, di primo acchito verrebbe da pensare che il proprietario del locale non è stato particolarmente furbo ad aprire in un momento storico in cui nessuno può uscire di casa, ma la verità è che questo nuovo ristorante non è affatto pensato per accogliere i clienti, ma solo per il delivery. Ah, ok. Ora è tutto chiaro.

Oggi aprirà i battenti il nuovo locale di Luca Guelfi, Via Archimede, Gastronomia di Quartiere. Si tratta di un format già molto diffuso negli USA, cioè la ghost kitchen: come suggerisce il nome, una cucina fantasma che non si occuperà di sfamare i clienti seduti in sala ma solo ed esclusivamente di preparare piatti pronti da consegnare a domicilio. E questo, lo sappiamo, è decisamente il momento migliore per inaugurare un ristorante di consegne a domicilio a Milano.

Che si mangerà? Principalmente piatti della tradizione regionale italiana come lasagne, orecchiette con cime di rapa, gnocchi al pomodoro fresco e basilico e trofie al pesto, tutto rigorosamente preparato a mano al momento, tutto fatto in casa. Non mancheranno chiaramente piatti della cucina milanese come il riso al salto con rognoncino trifolato, l’ossobuco in gremolada, cotoletta di vitello e i mondeghili con salsa verde. Non solo primi: anche contorni come i bastoncini di polenta fritta e la caponata di verdure. E poi i secondi di pesce come la l’insalata di farro con gamberi, avocado e mais e la tartare di tonno con avocado e maionese alla soia.

“Un format pensato per chi lavora in smartworking a casa e non ha tempo di cucinare, o semplicemente vuole mangiarsi un buon piatto – ha spiegato Guelfi – Non era in programma la nuova apertura, ho iniziato a meditare su questa formula circa un mese fa, mentre cercavo di capire cosa accadrà dopo l’emergenza: non credo che ci sarà una soluzione in tempi brevi, secondo me ci vorranno almeno 7-8 mesi. Per un anno circa, non potremo più tornare alla situazione di prima. Ecco perché ho pensato che dovevo cercare un’alternativa per me e per i miei ragazzi: 60 dipendenti che al momento sono in cassa integrazione, perché tutti i ristoranti sono chiusi”. Insomma, una scelta imprenditoriale lungimirante che fa bene anche ad alcuni dei tanti lavoratori della ristorazione che al momento hanno dovuto appendere le pentole al chiodo.

La consegna è gratuita in tutta Milano, tutti i giorni dalle 12 alle 15.30 e dalle 19 alle 22.30. Che volete di più?

Articolo scritto da Wendy Migliaccio

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