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Fase due: c’è chi ha proposto di adottare divisori trasparenti anche nei ristoranti

Fase due, fase due e ancora fase due. Tra una pizza fatta in casa e un tiramisù, sono forse le parole con cui più spesso ci riempiamo la bocca, convinti di saperne una più di chiunque altro attorno a noi. Bando alle ciance, ma non alle polemiche, c’è chi si sta arrovellando alla grande per capire come affrontare questa delicata situazione. Primi fra tutti, chini non più sui propri menù ma su scartoffie e calcoli delle probabilità, sono baristi e ristoratori che cercano timidamente di avanzare proposte per sbarcare il lunario.

Uno fra questi è Antonio, ristoratore di Palermo, che cavalcando l’onda della questione plexiglass ha avuto il coraggio di alzare la manina e indottrinare noi tutti con la sua idea. Come? Direttamente dallo studio di Pomeriggio 5, una fucina continua di trovate sorprendenti dalle tinte pulp. Si tratta per lo più di una proposta, quindi keep calm e abbassate i coltelli.

Come ci si passerà il sale? Come si divideranno i dolci per risparmiare quei quattro spicci sul conto? Come si farà il fatidico cin cin per la gioia di Csaba dalla Zorza? Siamo già in trepidazione pensando alla risposta!

Anche per i tavoli dei ristoranti, il buon Antonio suggerisce l’utilizzo di separè trasparenti che garantirebbero la sicurezza dei commensali.

Le paretine di plexiglass verrebbero posizionate tra un tavolo e l’altro, ma anche tra commensali che non vivono sotto lo stesso tetto, come amici e colleghi. Per chi convive, ovviamente, non sarebbero necessarie. A determinare al momento della prenotazione in quale dei due casi ci si trova sarebbe, a detta di Antonio, un’autocertificazione firmata che solleverebbe il gestore da qualsiasi responsabilità.

Già ci immaginiamo: “Sì, salve! Vorrei prenotare un tavolo per me e la mia amante con cui condivido il letto ma non il tetto. Cosa scrivo sull’autocertificazione?” .

Dallo studio è tutto, passo e chiudo.

Credit immagine copertina

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