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L’ambizioso piano di Milano per ridurre l’uso delle auto dopo il lockdown

Cari Imbruttiti, ci stiamo specializzando. Ci stiamo specializzando nel trovare ogni barlume di positività e speranza per questi giorni in cui la noia cresce in misura direttamente proporzionale al traffico su Pornhub.

Tra le notizie che ben ci fanno sperare per il futuro, c’è sicuramente quella secondo cui il forzato lockdown in cui ci troviamo oggi potrebbe presto diventare un’ottima scusa per debellare finalmente il nemico numero uno di Milano: lo smog.

Stando a quanto riportato anche sul sito del prestigioso giornale britannico The Guardian, la città di Milano è pronta a inaugurare uno dei più ambiziosi progetti di limitazione urbana dell’uso delle automobili su scala mondiale.

Tra le poche buone notizie di questo periodo c’è sicuramente la riduzione dell’inquinamento ambientale da traffico, che varia dal 30 al 75% a seconda delle zone.

Le autorità sono preoccupate però che proprio per evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici, questi dati siano destinati a crescere in maniera esponenziale una volta allentata la quarantena.

Da qui, l’idea del progetto Strade Aperte, annunciato lo scorso martedì, che riguarderà la costruzione di numerose piste ciclabili a basso costo, marciapiedi nuovi e più larghi per favorire il rispetto delle distanze di sicurezza, limiti di velocità da 30km/h e corsie preferenziali per ciclisti e pedoni.

A spiccare soprattutto i 35km di nuove piste ciclabili da aggiungersi ai circa 200 già presenti sul suolo meneghino. Come sottolineato da Marco Granelli, assessore comunale a Mobilità e Lavori pubblici, si punta ad una migliore ottimizzazione di spazi già esistenti: “La prima modalità è quella di fare percorsi ciclabili e pedonali allargando i marciapiedi dove è necessario camminare meno fitti, la seconda” – ha poi aggiunto l’assessore – “sarà quella di utilizzare i controviali di assi della nostra città facendoli diventare zone 30 e far circolare le biciclette insieme con gli altri, ma in migliori condizioni di sicurezza e a bassa velocità”

Il progetto potrebbe rappresentare un tale passo in avanti per tutto il movimento ambientalista che anche Greta Thunberg ha deciso di sostenere pubblicamente il percorso intrapreso dal comune di Milano. Sulla sua piattaforma twitter la giovane attivista ha riportato l’articolo del The Guardian accompagnato dal virgolettato che ne sottolinea l’importanza storica per la riorganizzazione degli spazi urbani.

Janette Sadik-Khan, ex commissario dei trasporti per New York ed esperta di programmi per la riorganizzazione dei trasporti pubblici, sta aiutando Milano nella realizzazione di questo ambizioso progetto. Proprio al corrispondente del The Guardian ha sottolineato come l’esempio del capoluogo meneghino sia destinato a diventare il manuale delle istruzioni per tutte le città più importanti del mondo.

“Ci troviamo d’innanzi a un’occasione irripetibile per guardare alle nostre strade e trasporti e provare a riorganizzarli. Il punto non è solo arrivare da A-B nel modo più veloce possibile, ma farlo nel modo più responsabile per la comunità”.

L’esperta ha anche aggiunto: “Sono sicura che New York guarderà a Milano per la sua riorganizzazione”.

Sentito bene Imbruttiti? Immaginatevi tra 10 anni a Milano circondati dalle biciclette e dalle piste ciclabili. “Uè american giargian. Le vedi tutte queste bike qui? Te le abbiamo portate noi. Fiiiiiga”

Il Milanese Imbruttito

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