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Non rinunceremo alle piscine: ecco il piano per aprirle anche questa estate!

Croce e delizia dell’estate milanese, siamo finalmente arrivati in quel periodo dell’anno in cui le piscine pubbliche tornano protagoniste. In questo 2020, più che mai, potrebbero davvero trasformarsi nel sogno proibito degli italiani, nella svolta tanto ambita quanto necessaria della cosiddetta fase due.

Uniti su un unico fronte comune, per la prima volta nella storia, saranno Imbruttiti e Giargiana che si contenderanno, a debita distanza, gli stabilimenti cittadini, nessuno escluso. Possibili micosi, pipì di nani urlanti nell’acqua, panini pre-riscaldati e orribili ciabatte di gomma saranno in confronto alla quarantena un vero toccasana per lo spirito, una gioia. C’è poco da far gli schizzinosi: il proprio balcone con tanto di spettatori è tutto meno che una sciccheria.

Milanosport fortunatamente ci viene incontro con uno e più assi nella manica. La riapertura delle piscine partirà da quelle che solitamente in estate sono chiuse. Tranquilli, la società non è impazzita durante questo lockdown: «Le piccole piscine coperte, e stiamo parlando di almeno quindici indirizzi di quartiere, sono quelle che potremmo gestire subito con i minori problemi di affollamento. Luoghi come il Lido, per dire, avrebbero bisogno di piani di sicurezza ingenti e di un numero di addetti elevato», ha spiegato la presidentessa Chiara Bisconti.

La case history migliore, per esempio, è quella rappresentata dalla piscina «Carella Cantù appena ristrutturata a Quarto Oggiaro: ha una vasca di 25 metri e una più piccola poco profonda, entrambe affacciate sul giardino. Ecco, magari eliminando le corsie e usando gli spazi esterni, potremmo trasformare questi luoghi in qualcosa di meno sportivo, ma più ludico», conclude.

La grande Milano riparte così dalle piccole piscine che grazie ai loro giardini si trasformeranno in oasi di relax in cui dimenticare i dispiaceri nuotando a rana e sorseggiando, si spera, Caipirinha.

Dulcis in fundo, si parla di presenze contingentate, prenotazioni e file online, orari prolungati fino alle 23 e spogliatoi unisex. Questi ultimi perché il Covid-19 non vuole fare scortesi distinzioni di sesso? Vabè, ci spiegheranno meglio…

Credit immagine copertina

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